Esteri

Medio Oriente: Trump e Netanyahu sfoggiano unità, mascherano divisioni

30
Dicembre 2025
Di Giampiero Gramaglia

L’incontro di ieri a Mar-a-lago in Florida tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, gli strascichi dell’incontro di domenica tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e gli sviluppi delle tensioni fra Stati Uniti e Venezuela sono i temi dominanti dell’attualità internazionale questa mattina.

L’incontro fra Trump e Netanyahu, che fa l’apertura del Washington Post e di Axios, doveva servire a progettare il passaggio alla seconda fase del piano di pace varato a inizio ottobre, che è alla base della fragile tregua in attio da quasi tre mesi nella Striscia di Gaza. Ma nulla di concreto ne è uscito, almeno stando alle dichiarazioni fatte.

Il WP scrive che Trump e Netanyahu “danno un’impressione di unità”, mentre, in realtà, le tensioni fra di loro e nel Medio Oriente crescono. Netanyahu ha ripetuto che Trump è “il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca” e gli ha offerto un’esclusiva decorazione israeliana. Ma, nota il giornale, “i due leader devono navigare fra gli scogli che affiorano nella loro strategia” per l’intera regione.

Le consultazioni a Mar-a lago si sono svolte sullo sfondo delle tensioni pee quanto avviene a Gaza, in CisGiordania e con l’Iran. Netanyahu chiede a Trump sostegno per ulteriori azioni contro Hamas e Teheran e fa passare in secondo piano la questione umanitaria nella Striscia, dove il maltempo peggiora le condizioni di vita dei palestinesi rimasti senza una casa. Secondo Axios, gli Stati Uniti, inoltre, si aspettano che Netanyahu temperi le sue scelte nei Territori Occupati, dove il suo governo è condizionato dall’estrema destra religiosa e integralista.

Trump è d’accordo – e lo dice in termini espliciti – per colpire di nuovo l’Iran, se Teheran cercasse ancora di dotarsi dell’atomica e di missili capaci di portare ogive nucleari. Invece, Isaac Herzog, presidente israeliano, nega di avere mai detto che la grazia a Netanyahu per le accuse di corruzione “è in arrivo”, come chiede il magnate presidente.

Ucraina: Zelensky nega attacco a Putin con droni
Intervistato dalla Fox, Zelensky spiega che i territori dell’Ucraina che la Russia vorrebbe annettersi “sono il nodo principale” da sciogliere per arrivare alla pace. “Su questo, abbiamo opinioni diverse dalla Russia, non dagli Stati Uniti… Trump sta cercando di trovare un compromesso… Noi non possiamo semplicemente andarcene: è contro la legge, lì ci vivono 300.000 persone”, argomenta Zelensky, che ammette che  “l’Ucraina non può vincere la guerra senza il supporto degli Usa”.

Il presidente ucraino si dice convinto che Trump stia lavorando a un accordo di pace, ma non si fida del presidente russo Vladimir Putin e non crede che lui voglia la pace: “Lui non parla di pace… Abbiamo bisogno della pressione di Trump: sanzioni e dialogo”; e ancora “Non mi fido di Putin e non credo che voglia che l’Ucraina prosperi”, mentre Trump domenica aveva detto che “Putin vuole aiutare l’Ucraina”.

Zelensky accusa la Russia di volere sabotare i colloqui di pace e di prepararsi a bombardare edifici governativi ucraini, dopo che il Cremlino ha affermato di avere sventato un attacco di droni di Kiev contro la residenza di Putin: sono – dice – “tipiche bugie russe”. Mosca “ci prova” e sta usando “dichiarazioni pericolose” per minare “gli sforzi diplomatici” americani per porre fine al conflitto.

“Questa storia d’un nostro attacco alla residenza di Putin è una completa invenzione, per giustificare ulteriori attacchi contro l’Ucraina, inclusa Kiev e il rifiuto della Russia di avviare i passi necessari per chiudere la guerra”.

Ieri, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva preannunciato ritorsioni e “conseguenze” sull’atteggiamento negoziale di Mosca per l’asserito attacco ucraino.

Venezuela: Cia attacca con droni installazioni portuali

La Cia ha attaccato con droni, nei giorni scorsi, installazioni portuali venezuelane: un’iniziativa che inasprisce le tensioni, già altissime, fra Washington e Caracas. Ne danno notizia con rilievo la Cnn e il New York Times. L’attacco non avrebbe fatto vittime, ma è il primo condotto dagli Stati Uniti sul territorio venezuelano.

C’è stata, invece, l’ennesima azione letale statunitense nel Pacifico orientale contro un’imbarcazione di presunti narcotrafficanti: due le vittime accertate. Il bilancio totale delle uccisioni extra-giudiziali compiute dagli Stati Uniti tra Caraibi e Pacifico si aggira sulle cento.