Esteri

Taiwan, neocolonialismo, chip, semiconduttori, diritti umani: tutto quello che ci siamo persi (o non abbiamo voluto vedere) sulla Cina di Xi Jinping nel libro dei fratelli Iuvinale

31
Maggio 2023
Di Simone Zivillica

I gemelli Iuvinale, Gabriele e Nicola, sono avvocati specializzati da oltre vent’anni come giuristi d’impresa. Apparentemente un campo molto lontano da quello delle relazioni internazionali, della diplomazia e degli studi strategici. Eppure, grazie all’avvio di un’attività di business development in Canada, hanno cominciato ad ampliare gli orizzonti delle loro ricerche allargando il focus alle dinamiche della situazione economica mondiale. Nel 2020, quindi, fondano il blog Extrema Ratio, dove pubblicano articoli e podcast che puntano a studiare a fondo tematiche di geopolitica e diritto internazionale.

Un lavoro, questo, che li ha portati a scrivere un libro molto fitto e dettagliato, pieno di fonti – ci sono oltre 200 pagine di note – sui movimenti tettonici del gigante cinese. “La Cina di Xi Jinping. Verso un nuovo assetto sinocentrico?”, questo il titolo, già evocativo della tesi degli autori. Tesi rafforzata già dalla prefazione, curata dal già ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi di Sant’agata, oggi Senatore in forze a Fratelli d’Italia e membro della Commissione sulle Politiche dell’Unione Europea, che recita: “La Repubblica Popolare di Cina dichiara ufficialmente ambizioni e politiche coercitive che sfidano e mettono in discussione i nostri interessi, sicurezza e valori. Pechino utilizza un vasto arsenale di strumenti politici, economici e militari mirati ad accrescere rapidamente il proprio radicamento globale, la sua proiezione di potenza, mentre rimane al tempo stesso del tutto opaca quanto alla propria strategia, intenzioni ed esponenziale rafforzamento dell’arsenale militare”. Un chiaro allarme, quindi, sui rischi che l’assetto atlantico sta correndo.

L’intervista agli autori G. e N. Iuvinale sul loro libro “La Cina di Xi Jinping. Verso un nuovo ordine mondiale sinocentrico?”

Il libro è stato presentato ieri, martedì 30 maggio, nella sala Caduti di Nassiryia del Senato in una tavola rotonda coordinata da Angelo Polimeno Bottai, giornalista e Presidente di Eureca, a cui hanno partecipato, oltre agli autori e al senatore Terzi di Sant’Agata, intervenendo con le loro analisi Giulia Pompili, giornalista de Il Foglio, Gabriele Carrer, giornalista di Formiche.net, Arturo Varvelli, capo dell’ufficio di Roma dello European Council on Foreign Relations, Fabrizio Luciolli, presidente del Comitato Atlantico Italiano e membro del Dipartimento Politiche Internazionali del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi, Antonio Stango, editore e Presidente della Federazione Italiana Diritti Umani, Gabriele Iuvinale e Nicola Iuvinale Autori, Giovanni Terzi, direttore di The Global News. 

L’assetto internazionale che abbiamo conosciuto finora rischia di virare verso un sinocentrismo inedito per portata e implicazioni, economiche e geopolitiche in primis. Nel loro libro, i fratelli Iuvinale scandagliano il sottobosco diplomatico, economico e geopolitico che ha reso possibile arrivare a questa domanda – che contiene in sé già la risposta: positiva. L’analisi degli autori, che cerca cause e rischi di una situazione che poteva, e doveva, essere evidenziata anzitempo, corre su molte direttrici. Tra queste, l’involuzione delle relazioni internazionali statunitensi, che negli ultimi dieci anni si sono spostate sempre più a guardare in casa propria – e a testimoniarlo ci sono i dibattiti dell’ultimo mid-term tutti incentrati su economia e diritti lasciando fuori la questione Ucraina sia quella Taiwan – ma anche l’incapacità europea di costruirsi uno spazio diplomatico strutturato e assennato verso le mire, sempre più evidenti, cinesi.

Dai rischi legati all’approvvigionamento delle materie prime, alla gestione delle risorse naturali di alcuni dei paesi confinanti – leggasi Taiwan –, alle questioni sempre più pressanti sui diritti umani, l’impostazione del governo di Xi Jinping è a un livello di autoritarismo inedito, che gli autori non temono di affiancare ai totalitarismi del novecento. Se da una parte, infine, la Cina ha già compiuto una lottizzazione neo-colonialista di molte zone d’Africa, su tutte quelle ricche di materie rare come il litio e il cobalto in Repubblica Democratica del Congo, ma anche in Nordafrica dov’è presente anche la Russia, dall’altro sta preparando l’attacco a Taiwan alzando costantemente la tensione. Questo si potrebbe tradurre in una quasi completa monopolizzazione dell’offerta mondiale per una moltitudine di settori. Da quello, ovviamente, bellico fino all’automotive ormai tutto orientato alla propulsione elettrica. Ovunque servirà un circuito, un chip e una batteria, la Cina figurerà come detentrice della maggiore quota di mercato alla base di queste industrie. Come evidenziato dall’autore Nicola Iuvinale «la questione non è se la Cina preparerà l’annessione di Taiwan, questione è su quando lo farà».

Insomma, la nuova Ucraina sarà nell’Indopacifico, a meno che non non vengano prese importanti decisioni a livello degli accordi internazionali, facendo pesare il peso dell’asse atlantico sulle scelte cinesi. Un momento di riflessione istituzionale e diplomatica, quindi, appare estremamente necessario. Tanto più nella settimana che porta al ricordo della strage di Piazza Tienanmen, avvenuta il 4 giugno del 1989.

Riprese, montaggio e fotografie a cura di Simone Zivillica

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