Esteri

Il Consiglio D’Europa contro l’estradizione di Assange negli USA

23
Maggio 2022
Di Giampiero Cinelli

Per il destino di Julian Assange una piccola speranza è ancora accesa. Ed è grazie alla lettera che la Commissaria per i diritti umani del Consiglio D’Europa, Dunja Mijatović, ha inviato al ministro degli interni inglese Priti Patel. Il governo britannico, infatti, a breve dovrà decidere sull’estrazione di Julian Assange negli Stati Uniti, giornalista australiano reo di aver reso noti, tramite il sito Wikileaks, i crimini di guerra commessi dagli americani in Iraq e Afghanistan.

Secondo la Commissaria, l’estradizione sarebbe un errore per via delle grandi implicazioni che avrebbe sulla questione dei diritti umani e non solo. Minerebbe il valore della libertà di stampa, finendo per inibire l’attività dei giornalisti e la loro serenità nell’agire. Sempre nella lettera leggiamo che i procedimenti penali verso Assange, significherebbero che il giornalismo investigativo è impossibilitato a rivelare documenti riservati, anche quando questi costituiscono un chiaro elemento di interesse pubblico. Le accuse, dunque, sarebbero «vaghe» e controproducenti, privando il giornalismo del suo ruolo di garante e «guardiano» della democrazia.

La richiesta di estradizione era già stata concessa dalla Westminister Magistrates’ Court di Londra e la formalizzazione dal governo di Londra è attesa entro questo mese. Nessuno dubita in realtà che avvenga, nonostante le tante manifestazioni a favore del fondatore di Wikileaks. Il caso può però essere riesaminato da altri tribunali, a patto che la richiesta venga accolta.

Non si può sottovalutare però la mossa del Consiglio D’Europa, nel tentativo di conferire alla difesa di Assange un respiro ufficiale e sostenuto da organi riconosciuti politicamente. Ogni questione, però, dipende anche dal contesto in cui è inserita. Con una guerra in corso in cui Stati Uniti e Gran Bretagna sono fortemente uniti, una mossa del genere andrebbe a disturbare equilibri quanto mai fondamentali. Allo stesso tempo, crediamo sia inappropriato ipotizzare che questa iniziativa del Consiglio D’Europa possa celare secondi fini ricollegabili alla situazione ucraina per lanciare un messaggio a Joe Biden. Anche perché l’Ucraina stessa fa parte di questo organismo il cui principale obiettivo è supervisionare l’attuazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La Mijatovic, dunque, che in passato per conto dell’Osce è stata rappresentante per la libertà di stampa, ha puramente fatto luce su un caso dall’importanza cruciale, il quale riguarda un individuo, ma investe tutto l’occidente.  

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