Esteri

Ciao David, Presidente del Sorriso

11
Gennaio 2022
Di Carmine Nino
Ascolta l'articolo con Amazon Polly

Caro David, oggi mi permetto di darti del Tu, quando sono arrivato a Bruxelles nel gennaio del 2016 il tuo sorriso è stata una delle prime cose che ho visto al Parlamento Europeo.

Sballottato in una realtà estranea, che corre a mille ogni giorno, entusiasmante e per certi versi durissima.

Appena assunto come assistente accreditato mi sono imbattuto nel tuo sorriso in ascensore, dove disperato cercavo di capire come orientarmi per trovare una sala che è particolarmente nascosta nel grande edificio del Parlamento e che ancora oggi, mette alla prova novelli assistenti parlamentari alle prime armi.

Tu, in quella occasione, avendo ben interpretato il mio panico con gentilezza e divertimento mi accompagnasti di fronte la porta della sala riunioni e quando Ti ringraziai con un «grazie Onorevole», mi dicesti «chiamami David».

Io non ci sono mai riuscito a chiamarTi per nome però. Quando, di volta in volta incrociandoTi nei corridoi o nella sala fumatori – quante sigarette nel tuo posacenere! – eri sempre Tu a salutarmi per primo. Dicendo «ciao Carmine!».

Che gioia quando a luglio del 2019, conducendo un negoziato magistrale, sei diventato Presidente del Parlamento europeo e che orgoglio poi aver avuto l’onore di cenare con Te e poche altre persone una settimana dopo!

Quanti progetti, quante preoccupazioni per la deriva populista mondiale, quanta speranza ci hai confidato nel lavoro silenzioso per la costruzione della maggioranza Ursula.

“L’istituzionalizzazione” del movimento 5 stelle, l’attenzione costante e troppo spesso marginale – per chi vive di politica – agli ultimi, donando perfino uno spazio del Parlamento Europeo dove poter stare durante la pandemia.

Ma caro Presidente, oggi nessuno di noi piange il Presidente del Parlamento Europeo, venuto a mancare; oggi tutti, ma proprio tutti piangiamo l’uomo. Piangiamo il nostro amico David.

Perchè sí, per tutti gli italiani eri una persona di famiglia. Abbiamo cenato per anni con la tua voce calma e tranquillizzante di sottofondo, abbiamo ammiccato tutti al tuo sorriso mentre, notizia dopo notizia ci raccontavi quello che accadeva nel mondo, e non è un caso se oggi anche mio padre, a cui la malattia più subdola che esista sta rubando la memoria, mi ha parlato di Te, come se fossi un parente venuto a mancare.

Lasci un vuoto politico ed umano difficilmente colmabile, che ci vede attoniti ed impauriti in attesa di sapere cosa accadrà, lasci la Tua famiglia che in questi due anni e mezzo non ha potuto gioire della Tua presenza, lasci i Tuoi collaboratori che Dio solo sa che strazio stiano provando in queste ore. Chi come me ha avuto la fortuna di vivere fianco a fianco una esperienza come l’hai vissuta Tu sa benissimo che in questo momento una parte di loro è venuta in cielo con Te.

Caro David, caro Presidente ci saranno giorni e settimane di ricordi di persone che Ti conoscevano meglio di me e che potranno descrivere ancora meglio quello che eri, ma sappi che io e tanti tantissimi come me non Ti dimenticheremo mai.

Il tuo sorriso, la tua grandissima empatia sono stati insegnamento e forza vera che porteremo dentro di noi per difendere l’Europa che ci hai fatto conoscere; l’Europa della solidarietà, l’Europa del “e pluribus unum”.

E anche se la morte, come una ladra, Ti è venuta a prendere di notte, come si fa per le cose più preziose, noi non la faremo vincere.

Sei e sarai sempre con noi. È il momento che i tuoi colleghi, smarriti e distrutti in questo momento, chiedano a gran voce come primo gesto simbolico che Ti venga intitolata la cosa più importante nella democrazia europea. L’aula di Strasburgo.

Che la terra Ti sia lieve David.