Esteri

A Riyad l’italiana Webuild progetta un mega parcheggio da 940 mln di euro

18
Gennaio 2022
Di Redazione
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C’è anche “un po’” di ingegno italiano nel mastodontico progetto di riqualificazione urbana in atto nella capitale saudita Riyad. Perché la meneghina Webuild ha fatto sapere di avere chiuso un contratto da circa 940 mln di euro per la realizzazione di un grande parcheggio, che sarà parte integrante della più vasta operazione di sviluppo di Ad Diriyah, storico quartiere della città riconosciuto come patrimonio Unesco, che diventerà un distretto dove tradizione, identità e innovazione si mescoleranno per rispecchiare l’immagine dell’Arabia Saudita, come terra di incontro tra passato e futuro.

L’OPERA
Il parcheggio multipiano da 10.500 posti, il Diriyah Square-Package 2 Super-Basement Works, si svilupperà su tre livelli e in sotterranea, occupando complessivamente un’area di quasi 1 mln di metri quadri. Si tratta di un’opera di grande impatto socioeconomico, aggiudicata al gruppo italiano tramite la controllata Salini Saudi Arabia, che darà lavoro a oltre 9mila persone. Si inserirà nel contesto del nuovo distretto che sta nascendo lungo la Western Ring Road, nell’area nord-ovest di Riyad, su una superficie totale di 7kmq, rappresentandone una pertinenza di funzionalità strategica, perché prevede anche una serie di costruzioni civili e strutturali, che ne fanno uno snodo cruciale per l’intero distretto. E inoltre sarà perfettamente coerente con lo stile urbanistico che si sta decidendo di adottare nell’intera area.

UNA METROPOLI IN CRESCITA
Il progetto conferma la grande vitalità della capitale saudita negli ultimi anni. Una città in cui si stanno mettendo a punto grandi iniziative all’avanguardia, come la Line Hyperloop, una innovativa metropolitana superveloce e di forte impatto sostenibile, che permette di intensificare gli spostamenti riducendo il traffico in superficie. E questo sviluppo va di pari passo con la crescita di posizionamento della città nelle geografie mondiali dell’intrattenimento e delle opportunità socioeconomiche. Un risultato raggiunto anche grazie all’apertura saudita nel proporre la sua capitale come teatro ospitante di grandi eventi, dal Gran Premio di Formula Uno alle finali di Supercoppa italiana e spagnola, fino all’organizzazione di tanti altri eventi culturali e sportivi. Non a caso si sta anche lavorando alla creazione di un intero villaggio cittadino dedicato all’attività fisica.

IL RAPPORTO CON L’ARABIA SAUDITA
Non è la prima volta che Webuild contribuisce con le sue competenze alla crescita dell’Arabia Saudita. L’azienda italiana, infatti, è presente nel paese arabo dal 1966 e negli anni ha realizzato numerose opere idrauliche nelle zone di Mecca, Jeddah e Riyad. Successivamente ha realizzato 50 strutture sanitarie, anche di rilevanti dimensioni, progetti di respiro internazionale realizzati a Riyad, come l’Al Faisaliah District Redevelopment Project e il Kingdom Centre, opera iconica premiata con l’Emporis Skyscraper Award 2002 come miglior grattacielo al mondo per design, oltre che l’impianto di desalinizzazione Shuaibah III Expansion II IWP completato dalla controllata Fisia Italimpianti.  

Attualmente, Webuild è impegnata nel regno saudita con la realizzazione della Linea 3 della Metropolitana di Riyad, la più lunga (42 km) del nuovo sistema metro della capitale saudita, il piano di housing e urbanizzazione Sang Villas a Riyad, l’ampliamento della King Faisal Air Academy e la King Salman Air Base. 

Secondo quanto si apprende da Milano Finanza, il contratto rappresenta il 9% degli ordini di Webuild del 2021 (10,8 miliardi di euro inclusi 390 milioni di gare in cui il gruppo è stato identificato come miglior offerente), a detta di un analista, e il titolo è schizzato in borsa del 3,39% a 2,074 euro. “Il 95% degli ordini dello scorso anno era in aree geografiche a rischio core/basso, tra cui Italia, Stati Uniti, Australia, Francia, Nord Europa” scrive la testata finanziaria, ricordando che lo scorso 14 gennaio la società ha reso nota la posizione finanziaria 2021 di 100-200 milioni di liquidità netta rispetto alla previsione di 300-500 milioni di indebitamento netto. “Rimaniamo fiduciosi nelle prospettive per il gruppo, supportato anche dall’integrazione di Astaldi, che migliora il posizionamento: una prospettiva basata su dimensione ed esposizione domestica, una struttura dei costi e solide previsioni di crescita nelle aree geografiche a basso rischio, trainate da piani di stimolo con 10 miliardi di euro in opere ferroviarie incluse nel Pnrr per il 2022 e il 2023”. 

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