Economia
ZES Unica, la BEI accelera sul Mezzogiorno: firmato a Napoli il protocollo con il Governo
Di Gianluca Lambiase
(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
Linee di credito per PMI e imprese a media capitalizzazione, garanzie, finanziamenti diretti e assistenza tecnica per la strutturazione finanziaria degli investimenti. Sono questi i punti chiave del protocollo d’intesa siglato a Napoli tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il governo italiano a sostegno delle imprese del Mezzogiorno. Un’intesa che si inserisce nel quadro del Piano strategico triennale della ZES Unica approvato dal governo nell’ottobre scorso.
Su questo tema la BEI, insieme ad ABI, Confindustria e Confindustria Campania, ha riunito mercoledì nel capoluogo campano istituzioni, imprese e sistema bancario per un confronto ad ampio raggio. L’obiettivo dell’iniziativa — intitolata “La BEI per la ZES Unica: coesione, innovazione e sostenibilità” — è trasformare la ZES in una piattaforma stabile per attrarre investimenti pubblici e privati, migliorando l’accesso al credito e coordinando risorse europee, nazionali e regionali.
Il momento centrale dell’evento è stata la firma del Protocollo d’Intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la stessa BEI, un accordo che punta a rafforzare la cooperazione istituzionale e finanziaria per sostenere progetti strategici nei territori del Sud. A sottoscrivere l’intesa sono stati Giuseppe Romano, capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio, e Milena Messori, capo dell’Ufficio del Gruppo BEI in Italia, alla presenza della vicepresidente BEI Gelsomina Vigliotti e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud, Luigi Sbarra.
Una particolare attenzione sarà dedicata alle filiere considerate strategiche — agroalimentare, aerospazio, automotive e navale — e ai settori ad alto contenuto tecnologico e sostenibile.
Per la vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti, il Mezzogiorno rappresenta ormai una priorità strategica per il Gruppo europeo. “Nel solo 2025 abbiamo investito quasi cinque miliardi di euro nelle regioni di coesione italiane, pari a circa il 40% della nostra attività complessiva nel Paese: un livello record”, ha sottolineato, definendo l’accordo “un rafforzamento del quadro istituzionale necessario a mobilitare investimenti pubblici e privati”.
Sul piano politico, il governo punta a fare della ZES Unica uno dei principali strumenti di politica industriale per il Sud. Luigi Sbarra ha parlato di una “svolta concreta” in termini di attrazione di capitali e sostegno all’accesso al credito, spiegando che l’obiettivo è “rendere la ZES attrattiva e competitiva attraverso una visione di lungo periodo che integri risorse pubbliche, capitali privati e misure di sostegno agli investimenti”.
Elemento operativo dell’accordo sarà la creazione di una task force congiunta BEI–ZES Unica, incaricata di monitorare l’attuazione degli strumenti previsti, coordinare i diversi canali di finanziamento, oltre a rafforzare il raccordo con il Fondo europeo per gli investimenti.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore regionale campano Fulvio Bonavitacola, il vicepresidente di Confindustria Natale Mazzuca, il presidente di Confindustria Campania Emilio De Vizia e il vicedirettore generale vicario dell’ABI Gianfranco Torriero. È intervenuto anche, con un videomessaggio, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto. Il segnale che arriva da Napoli è duplice: da un lato, BEI e il governo italiano intendono consolidare la ZES Unica come leva di politica economica per ridurre il divario territoriale; dall’altro, il sistema industriale e finanziario prova a scommettere su un modello che superi la frammentazione del passato e renda il Mezzogiorno più competitivo nell’attrazione degli investimenti.





