Economia

Borse incerte nell’anno in cui tutto muta

20
Ottobre 2023
Di Redazione

Il 2022 è stato l’anno nero delle borse. Come si giudicherà il 2023? Di sicuro meglio, anche se il contesto economico globale resta complesso e alcuni trend che quasi stavamo per considerare strutturali, si rivelano mutevoli. L’anno che volge al termine, inoltre, è quello del ritorno a rendimenti più alti dei titoli. con l’abbandono da parte di Bce e Fed delle politiche deflazionistiche e la scelta di aumentare i tassi d’interesse.

Mentre la Bce non vuole far intendere spiragli rispetto a quando ci sarà un’allentamento o una pausa degli aumenti. La Banca Centrale americana per voce di Jerome Powell sembra dare indizi sul fatto che i rialzi sono conclusi. Ciò non vuole dire che il costo del denaro dovrà scendere, ma quantomeno stabilizzarsi. Del resto non è una novità che nelle fasi storiche di inflazione sostenuta, si impieghi tempo prima di tornare a una condizione precedente, e infatti il motivo della severità di Lagarde risente del dato dell’inflazione “core”, cioè al netto di energia e generi alimentari, sebbene in Italia adesso quello che più preoccupa sia proprio l’inflazione al carrello. E non è detto che questi prezzi riescano a essere regolati dalla politica monetaria.

Anche il versante asiatico non aiuta ad avere previsioni ottimali sul contesto internazionale, dato che la Cina cresce ma ormai a ritmi più bassi rispetto agli ultimi tempi. Nel 2022 Pechino ha registrato il +3% di Pil e anche nel futuro prossimo la crescita non dovrebbe essere superiore a livelli medi del 3-4%. Non è allarmante ma può significare per l’Europa forse meno import e investimenti da parte del Dragone, che infatti ora deve abbandonare la linea “poliziesca” avuta durante i picchi pandemici.

Intanto il prezzo del petrolio è in calo, dopo che l’Opec non ha seguito l’Iran sulla richiesta di embargo petrolifero a Israele. L’euro si aggira sotto 1,06 dollari. Debole il gas, intorno ai 50 euro al Megawattora. Lo spread tra BTp e Bund si mantiene sopra la soglia dei 200 punti. Il rendimento del BTp decennale benchmark si aggira sul 5%.

Da ricordare che in serata arriverà il giudizio sul rating italiano dell’Agenzia S&P. Il responso non dovrebbe essere particolarmente spinoso, dato che la manovra nei saldi di bilancio è prudente. Poco influenzerà quindi la performance molto negativa di Piazza Affari ieri. Sempre nelle prossime ore invece Bruxelles si esprimerà sul Documento programmatico di bilancio.