Economia

Risparmio, il 63% degli italiani tiene i soldi liquidi. Pesano redditi fermi e invecchiamento

03
Novembre 2026
Di Giuliana Mastri

Il 63% degli italiani mantiene i propri risparmi liquidi, il 26% ne investe soltanto una piccola parte e l’8% dichiara di averne investito la maggioranza. È la fotografia restituita dalla 26esima indagine di Acri, l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, realizzata con Ipsos Doxa in occasione della 102esima Giornata Mondiale del Risparmio, il 31 ottobre 2026.

Anche tra chi investe, la ricerca del rendimento passa in secondo piano rispetto alla protezione delle risorse e alla realizzazione dei propri obiettivi. Nel rapporto prevalgono infatti «finalità protettive e progettuali rispetto alla sola ricerca di rendimento»: il denaro accantonato serve soprattutto a garantire sicurezza personale e a sostenere i progetti di vita.

La quota di chi riesce a risparmiare risale dal 41% del 2025 al 44% del 2026, restando però sotto il 48% raggiunto nel 2023, anno del pieno recupero post-pandemico. Cresce inoltre (+37%) la quota di chi preferisce utilizzare interamente il proprio reddito, senza destinarne una parte al risparmio.

Su queste tendenze si è concentrato l’evento organizzato da Acri sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dedicato alle trasformazioni strutturali che stanno modificando la composizione e il tessuto sociale italiano.

Panetta: sul risparmio pesano redditi e produttività

Per il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, «il calo del risparmio registrato dal 2000 è dovuto al ristagno dei redditi e alla minore propensione ad accumulare». Tra il 2000 e il 2025 il reddito disponibile reale pro capite degli italiani «è lievemente sceso, mentre in Francia e in Germania è salito di oltre un quarto». Nello stesso quadro si inseriscono le retribuzioni orarie reali, rimaste «pressoché ferme, riflettendo una crescita della produttività ben inferiore alla media europea».

Alla debolezza dei redditi si sono aggiunti cambiamenti finanziari e demografici. Il «calo dei tassi di interesse reali» successivo all’introduzione della moneta unica, ha spiegato Panetta, «ha ridotto l’incentivo a risparmiare». Parallelamente, «il più facile accesso al credito ha reso meno necessario accantonare risorse per spese importanti, come l’acquisto della casa».

È cambiata anche la struttura delle famiglie: aumenta il peso dei nuclei anziani, «che tendono a risparmiare meno», mentre «si è ridotta la dimensione dei nuclei familiari, attenuando alcune motivazioni del risparmio legate ai figli».

Giorgetti e il fondo per i nuovi nati

Il rapporto tra invecchiamento e risorse disponibili è stato al centro anche dell’intervento del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. «Si allungano gli anni in cui si vive di ciò che si è accumulato; si accorciano quelli in cui lo si accumula», ha osservato.

Gli over 65 rappresentano oggi un cittadino su quattro e nel 2050 saranno uno su tre, mentre la popolazione in età lavorativa conterà quasi sette milioni di persone in meno. Uno scenario che richiama il tema della sostenibilità pensionistica e il ruolo del tempo nelle scelte previdenziali.

«Proprio per questo la legge di bilancio istituirà il fondo Valore nuovi nati che assegna ai nuovi nati dal 2027 una posizione individuale di risparmio, alimentata da un contributo statale annuo di 100 euro fino alla maggiore età che potrà essere incrementato da eventuali versamenti familiari, attraverso una specifica detrazione fiscale», ha dichiarato Giorgetti.

Alle nuove generazioni è rivolto anche il progetto triennale «Generazione Risparmio», presentato durante l’evento e promosso da Osservatorio for independent thinking in collaborazione con Acri. A partire dall’anno scolastico 2026/2027 coinvolgerà complessivamente 100mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. L’obiettivo, spiega Acri, è coinvolgerli «in una riflessione sul valore del risparmio come strumento di autonomia e consapevolezza nelle scelte individuali, ma anche come risorsa per la collettività».

Mattarella: tutelare il risparmio per sostenere lo sviluppo

Nel messaggio inviato per la ricorrenza, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato la dimensione pubblica del risparmio, definendolo «una risorsa vitale per le famiglie, per la società che se ne avvale per promuovere lo sviluppo».

«Tutelare il risparmio, secondo quanto la Costituzione prescrive, significa garanzia degli strumenti che lo impiegano e remunerazione che ne incoraggi uno stabile utilizzo», ha sottolineato il capo dello Stato. Un valore «affidato in misura rilevante alla responsabilità delle banche e degli intermediari».

Mattarella ha quindi richiamato la necessità di «investimenti sicuri e produttivi», soprattutto «in tempi in cui conflitti geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l’inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini».

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