Politica

Campo largo, Conte chiede garanzie su Renzi: il nodo del futuro governo

02
Novembre 2026
Di Giuliana Mastri

Il programma elettorale del campo largo prende forma, ma restano da sciogliere le tensioni tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Al centro del confronto ci sono le garanzie richieste dal Movimento 5 Stelle sul ruolo che il leader di Italia viva potrebbe assumere in un eventuale governo di centrosinistra, oltre alla sua possibile candidatura alle prossime elezioni politiche.

«Su Matteo Renzi non ci sono veti personali, ma senza garanzie non ci stiamo». È la posizione che Conte avrebbe ribadito negli ultimi giorni a Elly Schlein. Il presidente del M5S, pur avendo attenuato la propria contrarietà alla presenza di Renzi nella coalizione, continua a sollevare dubbi sull’affidabilità politica dell’ex presidente del Consiglio.

Conte vuole evitare un nuovo caso come quello del 2021

Le riserve del leader pentastellato risalgono alla crisi del gennaio 2021, quando Renzi ritirò il sostegno al secondo governo Conte, contribuendo alla sua caduta e aprendo la strada all’esecutivo guidato da Mario Draghi.

Per evitare che una situazione analoga possa ripetersi, Conte punta a ottenere precise garanzie politiche. L’obiettivo è impedire che Renzi possa esercitare una sorta di «golden share» sulla futura maggioranza, condizionandone la tenuta e le decisioni.

La questione assume particolare rilievo alla luce dei sondaggi che, secondo la ricostruzione, attribuirebbero a Italia viva la possibilità di conquistare tra quattro e otto parlamentari alle prossime elezioni. Un gruppo numericamente limitato, ma potenzialmente decisivo per gli equilibri della coalizione.

Anche gli attacchi rivolti da esponenti del M5S a Renzi continuano a pesare sui rapporti tra i due leader, soprattutto per le conseguenze che potrebbero avere sull’immagine politica di Conte.

Le garanzie richieste dal Movimento 5 Stelle

Il confronto riguarda anche la composizione delle liste elettorali. Una delle richieste avanzate dal Movimento 5 Stelle sarebbe quella di escludere Renzi dal listino di maggioranza.

Le prime richieste pentastellate sarebbero già state rivolte ad Andrea Marcucci e Raffaella Paita, rispettivamente alla Camera e al Senato per Italia viva. Tra le questioni sollevate figura anche l’aggiornamento dell’ex presidente del Consiglio sulla definizione delle garanzie politiche.

Renzi ha tuttavia chiarito di non voler rinunciare alla possibilità di tornare in Parlamento, rivendicando la scelta di candidarsi attraverso il consenso elettorale.

«Non sarò candidato nel listino di maggioranza per mia scelta: l’ho detto sei mesi fa, non ieri. Se tornerò in Parlamento, lo farò con i miei voti, non con l’aiutino dei 5 Stelle o del Pd», ha dichiarato al Corriere della Sera.

Renzi: nessuna richiesta di ministeri, ma rivendica un ruolo politico

Resta aperta anche la questione della presenza di Renzi in un eventuale esecutivo di centrosinistra. Conte non gli avrebbe chiesto espressamente di rinunciare a un incarico di governo, mentre nel Movimento 5 Stelle alcuni esponenti preferirebbero evitare che l’ex premier torni a ricoprire un ruolo ministeriale.

Renzi ha risposto ricordando di aver già escluso l’intenzione di chiedere un ministero.

«Non mi interessa fare il ministro. Non voglio Salvini al Viminale e la Meloni al Quirinale», ha affermato.

Per il leader di Italia viva, la priorità resta la costruzione di un’alternativa elettorale al centrodestra. In questa prospettiva ha rilanciato l’idea di unire le diverse componenti centriste del campo largo, citando anche la possibilità di una «Lista Sil-via Salis», con riferimento alla sindaca di Genova.

Programma entro novembre, primarie a febbraio

Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno concordato le principali tappe della preparazione elettorale: il programma della coalizione dovrebbe essere definito entro novembre, prima di Natale è prevista una manifestazione unitaria e a febbraio dovrebbero svolgersi le primarie.