Economia

Corsa all’oro, rifugio tra guerra e banche centrali

31
Ottobre 2023
Di Redazione

Con le borse ormai da tempo volatili per via della guerra e degli squilibri globali è tornata la corsa all’oro. Le quotazioni della materia preziosa ora potrebbero avere qualche turbolenza dovuta al nuovo conflitto in Palestina, ma in generale gli analisti concordano che il 2023 sarà un buon anno per l’oro, utile a compensare il peso dell’aumento dei tassi d’interesse, e allo stesso tempo anche a permettere margini di guadagno qualora i profitti finanziari calassero in uno scenario di allentamento da parte delle Banche centrali (che appunto potrebbero pensare di comprare lingotti).

Il valore sul mercato si mantiene dopo i picchi dello scorso maggio e gli ultimi ribassi. Nonostante una flessione, ci si aggira sui 60,5 euro al grammo (oggi chiusura a 56,8) e sui quasi 2.000 dollari all’oncia. La quotazione su base annua è attesa in territorio positivo, al netto dei prossimi agenti esterni.

L’impressione è che gli investitori professionisti continueranno a tenere in considerazione questa materia prima senza farsi troppo influenzare dalle oscillazioni, proprio in virtù delle… oscillazioni. Il contesto odierno appunto ci parla di piazze in continuo subbuglio e se le commodities come ad esempio il petrolio dovessero salire a causa dei conflitti bellici, così come gli alimenti agricoli, la compravendita di oro potrebbe essere una valida opzione finalizzata al rafforzamento del capitale. Lo stesso ragionamento vale per i piccoli investitori che si affiderebbero ai consigli degli addetti ai lavori.

I mercati infatti stanno aspettando la decisione della Fed di domani notte, che non dovrebbe aumentare il costo del denaro in questa fase difficile. Da tenere a mente che sull’oro si possono fare operazioni in vari modi: principalmente acquistandolo fisicamente tramite intermediari specializzati, investendo in azioni collegate alla materia prime (con i futures, i fondI Etf o Etc) oppure investendo direttamente in società che lo estraggono. Al momento le azioni sono più profittevoli dell’oro fisico. Più si nota una domanda di oro e di strumenti finanziari connessi, più le quotazioni salgono e le società di estrazione sono invogliate a operare. L’oro resta poi comunque una materia dalla quantità limitata e anche questo può influire sul prezzo. Non resta che vedere gli sviluppi.

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