Economia
Mps, 2025 in crescita, il 27 febbraio il piano su Mediobanca
Di Lorenzo Berna
Dopo Mediobanca, anche Monte dei Paschi di Siena presenta i risultati del 2025 e mette sul tavolo numeri che rafforzano il profilo del gruppo. Il cda propone un dividendo complessivo da 2,6 miliardi, pari a 0,86 euro per azione, con un incremento del 244% sull’anno precedente e un rendimento intorno al 10%, ai vertici del comparto bancario. Nel frattempo Siena ha fissato al 27 febbraio la presentazione del nuovo piano industriale legato alla business combination con Mediobanca, destinata a operare come entità giuridica separata e concentrata su corporate e investment banking e private banking di fascia alta. In Borsa, però, il titolo Mps arretra dell’1,84%.
Sul fronte reddituale, la banca guidata da Luigi Lovaglio archivia il 2025 con un utile netto di 2,75 miliardi, in aumento del 17,7% rispetto all’anno precedente. A spingere il risultato è soprattutto l’ultimo trimestre, chiuso con 1,38 miliardi grazie anche alla rivalutazione delle Dta. Se si considera anche il quarto trimestre di Mediobanca, che ha registrato 300 milioni di utile, il risultato netto aggregato 2025 arriva a 3,04 miliardi.
I ricavi complessivi toccano 4,957 miliardi includendo Mediobanca (883 milioni). Al netto del contributo di Piazzetta Cuccia, il dato si attesta a 4,074 miliardi, in lieve crescita dell’1% sul 2024. Il risultato operativo 2025 sale a 1,86 miliardi (+6,4%), con commissioni in progresso dell’8,2%, sostenute in particolare da wealth management e advisory (+13,3%). In frenata, invece, il margine di interesse, sceso a 2,182 miliardi dai 2,356 miliardi del 2024 (-7,4%).
Gli oneri operativi di gruppo ammontano a 2,304 miliardi; senza Mediobanca si fermano a 1,885 miliardi, con un incremento contenuto (+0,8%). Il cost/income resta stabile al 46%. La spesa per il personale, includendo i 240 milioni riconducibili a Mediobanca, è pari a 1,521 miliardi. Il risultato operativo lordo di Banca Mps sale a 2,189 miliardi, rispetto ai 2,165 miliardi del 2024, mentre il risultato operativo netto cresce a 1,860 miliardi (+6,4%).
Anche i coefficienti patrimoniali e di liquidità confermano un quadro solido. Il Cet1 ratio fully loaded si posiziona al 16,2% (dal 18,3% di fine 2024), mentre il Total Capital Ratio è al 18,4% (dal 20,6%). Migliora la liquidità, con Lcr al 167% e Nsfr al 121%. Sul lato commerciale, la raccolta totale arriva a 361 miliardi e gli impieghi a 143 miliardi.
Quanto alla qualità del credito, il gruppo Mps con Mediobanca registra crediti deteriorati lordi per 4,2 miliardi, di cui 1 miliardo riferibile a Mediobanca, in calo rispetto ai 4,4 miliardi del 30 settembre 2025. Considerando le recenti cessioni di Npl per 0,2 miliardi lordi, i finanziamenti deteriorati verso clientela al netto di Mediobanca si attestano a 2,9 miliardi. I deteriorati netti di Banca Mps scendono a 1,6 miliardi, in miglioramento rispetto a 1,9 miliardi del 2024 a perimetro omogeneo.
Ora l’attenzione del mercato si sposta sul 27 febbraio, quando l’istituto presenterà il piano che definirà architettura del gruppo, sinergie industriali e obiettivi di redditività dell’operazione. Rocca Salimbeni parla di un’accelerazione nelle attività per la piena integrazione tra i due istituti e ribadisce che la futura struttura sarà coerente con il razionale industriale dell’offerta e orientata alla massimizzazione del valore. In questo schema, Mediobanca manterrà il ruolo di legal entity focalizzata su corporate & investment banking e private banking alto di gamma.
In conference call con gli analisti, Lovaglio ha confermato la traiettoria: «Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, muovendoci verso un modello di business operativo specializzato che rafforza il valore dei brand, le capacità e i talenti di entrambe le organizzazioni». L’amministratore delegato ha inoltre ribadito che la configurazione finale del gruppo sarà «pienamente allineata» al progetto industriale, con l’obiettivo di aumentare integrazione e creazione di valore.





