Economia
Milano-Cortina, la prova dei Giochi passa da Malpensa: macchina logistica delle Olimpiadi
Di Alessandro Caruso
(Articolo pubblicato su L’Economista de Il Riformista)
Milano-Cortina 2026 misura anche la capacità logistica del Paese, e per la Lombardia il test passa dalla “prima porta” dell’evento: Milano Malpensa, designato Primary Olympic Airport. SEA Aeroporti di Milano ha impostato il lavoro come un’operazione industriale: pianificazione anticipata, processi dedicati, integrazione dei flussi e investimenti strutturali.
La dimensione dell’impatto è già leggibile nei numeri di accoglienza: circa 1.400 persone tra atleti e staff tecnico, con 2.800 bagagli da stiva, 1.400 attrezzature sportive e 1.600 bagagli fuori misura, dalle mazze da hockey alle biciclette, fino alle casse contenenti cibo e medicinali; le delegazioni rappresentate sono 77, con i contingenti più numerosi da Stati Uniti (350), Corea (100), Giappone (50) e Finlandia (50). A questi flussi si sommano 4.600 giornalisti, operatori media e rappresentanti dei Comitati Olimpici, con 7.200 bagagli, oltre a 200 ospiti VIP legati al CIO e alla famiglia olimpica, sponsor e delegazioni istituzionali, in un perimetro che include fino a 53 capi di Stato e di Governo.
È su questa variabilità di domanda, più che sul mero incremento passeggeri, che si gioca la tenuta operativa: la criticità tipica dei Giochi invernali è la movimentazione di materiali speciali e fuori sagoma, che richiede spazi, regole e tempi diversi dal traffico ordinario. Alessandro Fidato, Chief Operating Officer di SEA Aeroporti di Milano, sintetizza l’ordine di grandezza con un confronto che spiega la natura del carico: «I bagagli fuori misura sono la cosa che caratterizza di fatto le Olimpiadi Invernali. Solitamente gestiamo circa 300 bagagli, nei picchi arriveremo anche a 3.500 al giorno».
Per assorbire lo shock, SEA ha attrezzato il Terminal 1 – oggetto di una riqualificazione che costituisce il primo step di un piano più ampio – con un investimento da 30 milioni di euro, concentrato su interventi che restano in dote allo scalo: accessi e finiture rinnovate, controsoffitti, colonne esterne, illuminazione LED, aree arrivi ripensate come primo punto di contatto per atleti e delegazioni, sedute con punti di ricarica, spazi d’attesa dedicati e un punto accredito tra arrivi Schengen ed extra-Schengen.
La partita, tuttavia, è tanto infrastrutturale quanto di processo: in vista dei due mesi clou dell’evento – dal 23 gennaio al 20 marzo 2026, con circa 340.000 passeggeri attesi – lo scalo ha predisposto percorsi ottimizzati per atleti e passeggeri PRM, con interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche e una nuova area di sosta bus sul lato esterno della stazione ferroviaria per gestire i trasferimenti verso villaggi olimpici e sedi di gara.
Sul fronte logistico, la gestione straordinaria dell’oversize è la vera “linea di montaggio”: stime operative indicano che ogni sciatore può viaggiare con 20-25 sacche e circa 30 paia di sci; nel giorno di picco del 23 febbraio 2026 sono previsti oltre 1.600 sacche da sci, 1.500 valigie XL e circa 4.000 bagagli fuori misura di altro genere, contro una media ordinaria di circa 300. Per garantire continuità e velocità di movimentazione, SEA impiega 300 carrelli speciali dedicati e un presidio quotidiano di 200 volontari SEA, integrati con lo staff operativo dello scalo: una scelta che, oltre a sostenere i picchi, agisce come leva organizzativa interna.
Fidato lega infatti l’operazione anche a un obiettivo aziendale di coesione: «Vedo un bellissimo team building, uno spirito di squadra che si sta creando all’interno dell’azienda». L’architettura di controllo, infine, è stata concentrata nella “Action Room”, un centro operativo logistico attivo 24 ore su 24 dove il personale SEA lavora a stretto contatto con la Fondazione Milano Cortina 2026, integrando dati su traffico aereo, trasporti e sicurezza per monitorare i flussi, anticipare colli di bottiglia e coordinare la catena di trasferimento.
In questa prospettiva Malpensa non è solo un gateway, ma un hub di certificazione e smistamento: qui vengono ritirati i pass ufficiali, svolte verifiche sugli equipaggiamenti e impostata la logistica verso le venue, trasformando il terminal in un’infrastruttura di “frontiera operativa” dei Giochi. Ma anche in un luogo in cui godersi le gare, che saranno trasmesse in diretta su appositi maxischermi. Accanto alla dimensione hard della capacità, SEA lavora anche sulla narrazione e sulla legacy soft, con l’MXP Media Lab – in collaborazione con IULM e Università degli Studi di Milano – che coinvolge nove studenti a supporto dell’area comunicazione per contenuti foto e video; e con un’impostazione più ampia, che avvicina l’aeroporto a una destinazione urbana.
La direzione è coerente con l’evoluzione del settore, dove la qualità del servizio e l’esperienza si trasformano in vantaggio competitivo: per SEA, la legacy più misurabile resta però quella degli investimenti e dei processi, perché la vera eredità di Milano-Cortina, per un’infrastruttura critica, è la capacità di aumentare produttività operativa, resilienza e standard di accoglienza una volta spenti i riflettori, mantenendo a terra – sui passeggeri ordinari e sui flussi business – ciò che oggi nasce per gestire l’eccezione olimpica.





