Economia

Brexit, nessun passo indietro del governo britannico

11
Ottobre 2017
Di Redazione

Il 9 ottobre, la prima ministra Theresa May ha tenuto un discorso sullo stato dei negoziati per la Brexit alla Camera dei Comuni a Londra. Nonostante le difficoltà incontrate dalle due parti, il governo di Londra è convinto di poter raggiungere un accordo che possa soddisfare sia il Regno Unito sia l’Unione europea.

“Non revocheremo il processo legale iniziato con l’attivazione dell’articolo 50”, ha detto Theresa May, riferendosi all’articolo del Trattato sull’Unione europea, che disciplina il processo di abbandono del consesso europeo. “Il governo – prosegue la premier britannica –  ha già chiarito di non avere intenzione di tornare sui suoi passi. Rispetteremo il voto del popolo britannico”. La May ha poi riferito che Londra si aspetta che ogni possibile accordo con l’Unione europea dovrà essere concluso per la fine del periodo negoziale di due anni, soltanto allora infatti il Regno Unito conoscerà costi e benefici della Brexit. 

In occasione del meeting tenutosi a Firenze il 22 settembre scorso, la premier, aggiornando sulle ultime novità dei negoziati per la Brexit, aveva proposto un periodo di transizione dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, prevista per il 2019. Questo garantirebbe al Paese il pieno accesso al mercato unico europeo fino al 2021, quando saranno terminati i negoziati sulle nuove relazioni tra Londra e Bruxelles. In cambio May ha offerto ai cittadini europei immigrati nel Regno Unito la possibilità di restare nel paese senza modifiche al loro status. 

Intanto Downing Street ha pubblicato un documento che rivela i piani del governo di Londra per le future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’Unione europea. Nel documento i funzionari di Sua Maestà sostengono che il governo è pronto a ogni eventualità sui negoziati per la Brexit e per questo considera prudente redigere un piano in caso questi ultimi falliscano. “Sono previsti alcuni provvedimenti riguardo il regime IVA e le tasse sui beni di consumo”, si può leggere nel documento pubblicato dal governo. “Il documento contiene i passi che Downing Street intraprenderà in caso di mancato accordo con Bruxelles, al fine di minimizzare i disagi per le imprese e i viaggiatori”.

Ai negoziati, che si svolgeranno tra lunedì 9 e giovedì 12 ottobre, non parteciperanno inizialmente né Davis, né Barnier. Si tratta dell’ultima tranche di discussioni prima che i leader europei si incontrino il 19 ottobre prossimo per valutare i progressi fatti nel delineare le nuove relazioni con il Regno Unito nel contesto post-Brexit.

A Bruxelles si respira cauto ottimismo riguardo un possibile accordo sulle nuove relazioni tra i giudici inglesi e la Corte di giustizia Ue. Poche invece le possibilità di progressi per quanto riguarda gli obblighi finanziari di Londra nei confronti di Bruxelles.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha detto che ci sarà bisogno di un miracolo per fare i progressi necessari entro l’inizio del summit. Pochi giorni fa, il Parlamento europeo ha vota to una mozione non vincolante con cui ha chiesto il rinvio di ulteriori discussioni finché non siano raggiunti progressi significativi tra le due parti.

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