Ambiente

Stati Generali ONTM 2026: alla Camera il confronto su Blue Economy e Mediterraneo energetico

12
Febbraio 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

Alla Camera dei Deputati il mare torna al centro del dibattito pubblico e istituzionale. Gli Stati Generali ONTM 2026, che si sono svolti l’11 febbraio presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio, hanno messo al centro un concetto che negli ultimi anni è diventato sempre più strategico: il Mediterraneo energetico. Istituzioni, Forze armate, autorità tecniche e mondo produttivo si sono quindi confrontati sul futuro della Blue Economy, tra nuovi carburanti, corridoi energetici e tutela delle infrastrutture strategiche, con l’obiettivo di trasformare il sistema mare in una leva stabile di sviluppo, sicurezza e autonomia energetica nazionale. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e transizione verso modelli a basse emissioni, il mare torna così a essere infrastruttura critica, spazio di approvvigionamento e piattaforma di interconnessione tra continenti.

A delineare il quadro strategico è stato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha richiamato la doppia dimensione della transizione: tutela e sviluppo. L’Italia, con oltre ottomila chilometri di costa, è al centro di un Mediterraneo sempre più fragile dal punto di vista ambientale, ma allo stesso tempo rappresenta un nodo di connessione energetica fondamentale. Porti moderni, elettrificazione delle banchine, innovazione e ricerca diventano strumenti per coniugare crescita e sostenibilità. L’energia resta un tema strutturale per un Paese che dipende dall’estero e che nel Mediterraneo trova un corridoio di cooperazione oltre che di approvvigionamento.

L’iniziativa, promossa dall’On. Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali, si inserisce in questo quadro con un obiettivo preciso: rafforzare la governance del sistema mare e rendere i porti italiani più competitivi nello scenario mediterraneo, salvaguardando al contempo ambiente e coste. Il confronto tra soggetti pubblici e privati, ha sottolineato, è la condizione necessaria per trasformare il potenziale del mare in proposte operative.

La dimensione parlamentare è stata evidenziata anche dalla Sen. Simona Petrucci, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Blue Economy, che ha richiamato il lavoro di confronto costante sui disegni di legge per individuare punti di convergenza tra forze politiche diverse. L’istituzione di una delega alle Politiche del Mare e le iniziative normative sulla “risorsa mare” e sulla sicurezza subacquea segnano, secondo Petrucci, la volontà di restituire centralità strategica al mare. Eventi come gli Stati Generali ONTM rappresentano luoghi di elaborazione che Parlamento e Governo sono chiamati a tradurre in atti concreti.

Sul piano del coordinamento di sistema, Roberto Minerdo, Presidente ONTM, ha ribadito la missione dell’Osservatorio: radunare l’intero cluster del mare per tutelarlo e migliorarne le condizioni. La Blue Economy comprende turismo, underwater, rinnovabili offshore, green port e biocarburanti, nuova frontiera per lo shipping. Centrale anche il tema delle acque interne, perché ciò che accade nei territori incide direttamente sulla qualità del mare. Gli Stati Generali diventano così uno spazio di raccordo tra enti, istituzioni, ricerca e imprese.

La dimensione scientifica è stata evidenziata poi da Maria Siclari, Direttore Generale ISPRA, che ha sottolineato come la transizione ecologica passi prima di tutto attraverso la conoscenza. Il progetto di monitoraggio del mare in corso fornisce dati fondamentali su fascia costiera e fondali, supportando le decisioni sulle infrastrutture energetiche e sulla valorizzazione delle risorse presenti nel Mediterraneo. Le informazioni raccolte consentono di orientare lo sviluppo dell’eolico offshore e di altre soluzioni rinnovabili in modo coerente con la tutela ambientale.

Sul versante industriale, Francesco Parisi, SSLNG Business Development & Sales Manager Edison, ha richiamato la direzione già intrapresa dal mercato marittimo e dalla cantieristica verso i combustibili alternativi. Una politica del mare che favorisca la diffusione di questi carburanti contribuisce concretamente allo sviluppo del settore, ma richiede regole chiare e tempi certi. Le rotte marittime sono nodi nevralgici del sistema economico globale e devono poter evolvere in linea con le nuove esigenze di sostenibilità.

Il ruolo operativo delle istituzioni è stato richiamato anche da Luigi D’Aniello, Capo reparto piani e operazioni della Guardia Costiera, che ha evidenziato come tutela del mare e sviluppo dei traffici possano procedere insieme. L’attività di bunkeraggio dei nuovi carburanti è accompagnata da un costante aggiornamento normativo e tecnico, in linea con le indicazioni internazionali e con il lavoro condiviso tra Ministeri e associazioni di categoria.

Infine, la prospettiva industriale di filiera è stata ampliata da Giorgio Ricci Maccarini, Presidente del Cluster BIG, che ha descritto la Blue Economy come un ecosistema che va dalla cantieristica allo shipping, dalle infrastrutture offshore alla pesca e al turismo. L’obiettivo è agganciare l’innovazione alle filiere produttive attraverso progetti comuni che si traducano rapidamente in servizi e tecnologie, puntando su sostenibilità, digitalizzazione e modernizzazione come leve per rafforzare la competitività del sistema Paese.

Gli Stati Generali ONTM 2026 fotografano così un passaggio strutturale: il mare non è più un settore verticale, ma un’infrastruttura trasversale che incide su energia, sicurezza, industria e ambiente. Nel Mediterraneo che cambia, l’Italia prova a consolidare il proprio posizionamento, trasformando la Blue Economy in una leva di sviluppo e di sovranità strategica.