Ambiente

Wmo, prossimi cinque anni più caldi di sempre

19
Maggio 2023
Di Giuliana Mastri

Da oggi fino al 2023 avremo gli anni più caldi mai registrati: «Quasi certo (al 98%) che questi 5 anni, nel loro complesso, saranno i più caldi mai registrati, per la combinazione del riscaldamento di origine umana e del fenomeno tropicale ‘Nino’». Il Wmo (l’Organizzazione meteorologica mondiale) lancia l’allarme per «salute, sicurezza alimentare, gestione dell’acqua, ambiente. Dobbiamo essere preparati».

In un comunicato, l’Organizzazione meteorologica mondiale oltre a prevedere un’elevata probabilità (al 66%) che si raggiunga per almeno un anno la soglia di 1,5 gradi di temperatura terrestre. Per il segretario generale della Wmo, Petteri Taalas, «questo rapporto non significa che supereremo in permanenza il livello di 1,5 gradi indicato nell’Accordo di Parigi, che si riferisce al riscaldamento di lungo termine per molti anni. In ogni caso, l’Organizzazione meteorologica mondiale suona l’allarme: noi supereremo il livello di 1,5 gradi su base temporanea con sempre maggior frequenza».

La possibilità di superare temporaneamente la soglia di 1,5 gradi è aumentata costantemente dal 2015, quando era prossima allo zero. Tra il 2017 e il 2021 la probabilità di superamento è stata del 10%.

«Si prevede che le temperature medie globali continueranno ad aumentare, allontanandoci sempre di più dal clima a cui siamo abituati», ha detto Leon Hermanson, scienziato del Met Office che ha coordinato il rapporto. Altri due punti chiave del documento riguardano il riscaldamento dell’Artico e le previsioni sulla quantità e distribuzione delle precipitazioni sul pianeta.

Nelle previsioni dell’Wmo, il riscaldamento dell’Artico si rivela abnorme. Rispetto alla media 1991-2020, si prevede che l’anomalia delle temperature sarà più grande di oltre tre volte rispetto all’anomalia media globale, se calcolata come media dei prossimi cinque inverni dell’emisfero settentrionale. Per quanto riguarda le piogge, i modelli di precipitazione previsti per la media maggio-settembre 2023-2027, rispetto alla media 1991-2020, mostrano la probabilità di un aumento delle precipitazioni nel Sahel, nell’Europa settentrionale, in Alaska e nella Siberia settentrionale, e una riduzione delle precipitazioni per questa stagione in Amazzonia e in alcune parti dell’Australia.

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