Ambiente

La crescita dell’India può mandare all’aria gli obiettivi climatici

08
Maggio 2023
Di Giampiero Cinelli

La crescita economica ha un prezzo. Ma qualcuno è sempre disposto a pagarlo. Se i rischi in termini di salute e sicurezza ambientale sono reputati sostenibili da nazioni come l’India, la cui popolazione mondiale sta per superare quella cinese a 1,5 miliardi di persone, la stessa disponibilità non c’è da parte degli Stati occidentali, preoccupati dalle ricadute che la necessità di uno sviluppo poderoso e dell’abbattimento delle disuguaglianze significa in chiave energetica. In una parola, l’utilizzo ancora massiccio di carbone.

Nuova Delhi può essere l’ago della bilancia. Fino agli anni ’90 aveva un reddito ed emissioni pro capite assimilabili a quelli della Cina. Oggi le emissioni pro capite di gas serra di un indiano sono ancora pari a poco più di 2 tonnellate di gas serra all’anno, meno della metà della media mondiale, un terzo di un europeo, un quarto di un cinese e un sesto di uno statunitense.

Però negli ultimi dieci anni il reddito medio di un indiano è cresciuto di oltre il 50% in termini reali e insieme al reddito le emissioni di gas serra, salite di circa un miliardo di tonnellate, rappresentando un terzo di tutta la crescita mondiale. Nel 2022 le emissioni dell’India hanno superato per la prima volta quelle dell’Unione europea, determinando così il terzo posto per quanto riguarda i maggiori emettitori di gas serra dopo Cina e Usa. Per fortuna comunque non si tratta dei ritmi di crescita delle emissioni della Cina negli anni dello sviluppo, le cui emissioni aumentavano di oltre mezzo miliardo di tonnellate ogni anno.

Tuttavia, se Nuova Delhi volesse attestarsi su quei ritmi, ed è in grado di farlo, ciò significherebbe raggiungere in pochi anni circa 10 miliardi di tonnellate all’anno di emissioni di gas serra. A quel punto, qualsiasi obiettivo di limitare l’aumento delle temperature globali sotto 1,5 o anche 2 gradi rispetto al periodo preindustriale, ovvero gli standard fissati per combattere il cambiamento climatico, sarebbe illusorio. A quel punto siccità e alluvioni rischierebbero di diventare troppo frequenti. Oggi esistono possibilità tecnologiche che scongiurerebbero tale pericolo, si tratta solo di volerlo fare. E si sa. la cooperazione in campo climatico sul piano mondiale è molto difficile, o comunque fin ora è stata in grado di raggiungere solo obiettivi intermedi.