Politica
InCE: Caiata confermato per il terzo mandato da presidente della Commissione economica
Di Giampiero Cinelli
«Con profondo orgoglio, ma soprattutto con un grande senso di responsabilità, ho accolto la riconferma alla guida della Commissione per gli affari economici dell’InCE (Iniziativa centro europea). Si tratta di un risultato che va ben oltre la consuetudine istituzionale». Così, in una nota, l’onorevole Salvatore Caiata, presidente dell’InCE in prossimità della riunione assembleare dell’Iniziativa Centro-Europea che si sta tenendo nel parlamento rumeno di Bucharest.
«La mia nomina – spiega il parlamentare eletto in Basilicata – assume un significato eccezionale e rappresenta un unicum nella storia recente dell’organizzazione: lo statuto dell’InCE, infatti, non prevede la rielezione per un terzo mandato consecutivo. Tuttavia, a fronte del lavoro svolto negli ultimi anni e delle sfide economiche cruciali che il quadrante centro-europeo si trova ad affrontare, i delegati di tutti i Paesi membri, riconoscendo l’importante lavoro svolto nel mio ruolo di presidente, come l’iniziativa svolta a Matera per la ricostruzione dell’Ucraina, hanno voluto superare la prassi statutaria».
Secondo Caiata, «questa deroga eccezionale alla regola del doppio mandato non è solo un riconoscimento personale, ma il frutto di una fiducia straordinaria e unanime che la Commissione ha voluto tributare al lavoro di mediazione, sviluppo e cooperazione economica portato avanti in questi anni. Il fatto che la nomina sia avvenuta per acclamazione diretta, senza alcuna divisione, mi riempie di gratitudine e mi spinge a dare il massimo per consolidare il ruolo strategico dell’InCE nel dialogo tra l’Europa occidentale e i Paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica per la mia Nazione e per il Governo Meloni», conclude il deputato di FdI.
L’Iniziativa Centro Europea (InCE) è un forum intergovernativo nato nel 1989 su impulso dell’allora ministro Gianni De Michelis, che individuò nell’integrazione dei Paesi appartenenti al blocco sovietico una condizione fondamentale per garantire la stabilità del continente europeo. L’organizzazione riunisce oggi 17 Stati membri, Albania, Bielorussia*, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria. Il 25 marzo 2022, in seguito al coinvolgimento di Minsk nell’aggressione russa all’Ucraina, l’InCE ha approvato all’unanimità, su iniziativa della presidenza bulgara di turno, la sospensione dei diritti di rappresentanza della Bielorussia, che conserva comunque formalmente lo status di Paese membro.
Come si intuisce, la questione ucraina, i disordini nei Balcani e il continuo lavoro di avvicinamento dei Paesi non storicamente nel blocco occidentale attualmente impegnano molto l’InCE, che in Italia ha un importante baricentro. A Trieste infatti ha sede il Segretariato generale, che ne costituisce la struttura di riferimento sul piano governativo. Attraverso il coordinamento tra i rappresentanti degli Stati aderenti, l’InCE sostiene e gestisce progetti e risorse finanziarie destinati a rafforzare la collaborazione regionale.






