Cultura

“Servire al popolo” di Alessandro De Angelis, secondo Gianni Pittella

02
Novembre 2026
Di Gianni Pittella

La politica deve tornare a occuparsi della carne viva delle persone. È il richiamo che attraversa la prefazione di Maurizio de Giovanni a Servire al popolo, il libro di Alessandro De Angelis pubblicato da Solferino. Un richiamo che restituisce alla sinistra una domanda essenziale: per chi esiste, quali bisogni rappresenta, quale futuro vuole costruire?

De Giovanni indica anche le parole da riconquistare: popolo, nazione, sovranità, sicurezza. Averle lasciate alla destra ha significato abbandonare una parte dell’esperienza concreta dei cittadini. La sicurezza, soprattutto, è libertà dalla paura: di perdere il lavoro, di non potersi curare, di invecchiare soli, di non offrire un domani ai figli.

Il problema, suggerisce De Angelis, è dunque più grande di Giorgia Meloni. L’inadeguatezza della destra non assolve la sinistra dalla propria crisi, tanto più grave perché investe la sua ragione storica: dare rappresentanza e forza a chi ne ha meno. Quanto più il mondo si interconnette, moltiplicando problemi che nessuno Stato può risolvere da solo, tanto più avrebbe bisogno di una politica capace di governarli. È proprio questa politica a mancare.

La destra occupa il vuoto con il nazionalismo e la difesa delle identità. Offre l’illusione della protezione, mentre i perdenti della globalizzazione attendono ancora tutele, riconoscimento e possibilità di riscatto. La sinistra deve misurarsi con questa domanda, senza liquidarla come arretratezza e senza inseguire le risposte dei suoi avversari.

La questione decisiva è come restituire sovranità al popolo quando il capitalismo sembra separare il proprio destino dalla democrazia. Il potere finanziario e tecnologico concentra risorse, informazioni e capacità di orientare le scelte: la promessa di emancipazione rischia di rovesciarsi nella pretesa di rendere superflua la mediazione democratica.

Intanto si disgrega il vecchio ordine occidentale. La politica di Trump mette sotto pressione commercio, multilateralismo, Unione europea e sostegno all’Ucraina. In Italia pesa una transizione mai compiuta: la fine della guerra fredda, Maastricht e il terremoto giudiziario hanno travolto partiti e leadership senza consolidare un nuovo sistema politico.

Dal salvinismo e al grillismo, percorsi diversi hanno intercettato la frattura fra cittadini e rappresentanza. Oggi la crescita delle destre radicali in Francia e Germania minaccia il progetto europeo, indebolendolo a vantaggio delle potenze che lo vorrebbero diviso. Il pericolo dell’Europa è anche la stanchezza: l’incapacità di suscitare un nuovo sogno, diventare una grande potenza politica e democratica.

Qui sta il merito prezioso del libro: risvegliare le coscienze dal sonno comodo e funesto della politica piccina, del giorno per giorno, del dileggio dell’avversario e del discredito dei parlamenti. De Angelis riapre domande di senso. Affrontarle significa ricostruire un pensiero politico, recuperare egemonia culturale e dare vigore al tessuto democratico. Per la sinistra, tornare al popolo comincia da questa responsabilità.