Trasporti

Perché anche i taxi si mobilitano: la sostenibilità di un servizio pubblico al bivio

30
Ottobre 2026
Di *Loreno Bittarelli

(Articolo di Loreno Bittarelli, Presidente itTaxi, pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)

Chi segue il percorso di itTaxi sa bene come il nostro consorzio non abbia mai ceduto alle proteste di pancia o alle mobilitazioni di matrice ideologica. Il ruolo di un’organizzazione moderna e strutturata è sempre stato quello di tutelare il servizio pubblico attraverso il confronto istituzionale, l’innovazione tecnologica, la qualità e la continuità dell’offerta garantita ai cittadini. Anche quando ampie porzioni della categoria sceglievano la via del conflitto diretto e dello sciopero, itTaxi ha spesso espresso forte perplessità verso modalità che rischiavano di scaricare l’amarezza sugli utenti o di trasformare istanze operative in battaglie ideologiche scisse dalla realtà quotidiana, che non hanno poi portato ad alcun risultato per la categoria.

Se oggi si è giunti alla decisione di promuovere e sostenere con forza e determinazione la mobilitazione di lunedì prossimo, 26 ottobre, sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, insieme alle delegazioni di URI – Unione Radiotaxi d’Italia e Unicoop, è perché la misura è ormai colma. Non ci troviamo di fronte a una presa di posizione politica o a una rivendicazione di parte, bensì a una drammatica emergenza economica e sociale che minaccia la sopravvivenza stessa del comparto.

In tutto il Paese la spinta inflazionistica e il continuo rialzo dei costi energetici stanno mettendo a dura prova famiglie e imprese dei trasporti. Per gli operatori del settore taxi, tuttavia, il quadro è reso ancora più critico da un vincolo strutturale: la categoria opera infatti all’interno di un regime di tariffe amministrate, stabilite e fissate dai Comuni. Ciò significa che, a differenza di qualsiasi altro settore della produzione o dei servizi, i tassisti non possono adeguare il costo delle singole corse all’impennata dei prezzi di benzina, gasolio e metano. Ogni rincaro registrato alla pompa viene assorbito interamente dai lavoratori, erodendo giorno dopo giorno i già miseri margini d’impresa fino ad azzerarli del tutto e rendendo insostenibile la copertura delle mere spese di gestione dell’attività.

Chiediamo al Ministero interventi urgenti e non più differibili. In primo luogo, serve l’estensione al comparto taxi delle agevolazioni previste per il cosiddetto Gasolio Professionale, così come avviene in altri paesi europei come la Spagna, attraverso sgravi fiscali e crediti d’imposta già riconosciuti ad altri comparti. Parallelamente, occorre istituire un fondo di compensazione energetica straordinario, basato su contributi una tantum per attenuare le pesanti perdite accumulate in questi mesi di rincari incontrollati. Infine, sono necessari incentivi reali e strutturali per accompagnare la transizione ecologica, permettendo il rinnovo del parco circolante con vetture ibride ed elettriche senza scaricare interamente i costi sui lavoratori.

La categoria ha sempre garantito continuità e dedizione alla mobilità urbana anche nelle fasi più complesse per il Paese. Senza risposte chiare da parte delle istituzioni, il rischio non sarà una protesta strumentale, ma l’impossibilità materiale di accendere i motori per mancanza di sostenibilità economica. Lunedì sarà il momento della responsabilità, ma anche quello delle soluzioni concrete.