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Manovra 2027, fondo per le pensioni anticipate e ipotesi di aumento della Tobin Tax
Di Giuliana Mastri
Un fondo da alcune centinaia di milioni di euro per finanziare nuove possibilità di pensionamento anticipato, una possibile revisione della rivalutazione degli assegni e maggiori entrate attraverso la tassazione delle transazioni finanziarie. Sono alcuni dei punti al centro del confronto nella maggioranza sulla manovra 2027, dopo l’intesa raggiunta al vertice dei leader della coalizione.
L’accordo politico riguarda l’accantonamento di risorse per introdurre forme limitate di flessibilità nell’uscita dal lavoro. Restano invece da definire le modalità degli interventi sulla previdenza e le coperture finanziarie, mentre il governo valuta anche un aumento della Tobin Tax e ulteriori misure per banche e assicurazioni.
Il confronto proseguirà in vista del Consiglio dei ministri dedicato alla manovra, inizialmente previsto per oggi e rinviato a domani, in tarda mattinata. Prima della riunione dell’esecutivo è atteso un nuovo punto tra i rappresentanti della maggioranza.
Pensioni, un fondo per la flessibilità in uscita
La principale intesa raggiunta riguarda la costituzione di un fondo da alcune centinaia di milioni di euro, destinato a finanziare strumenti circoscritti di pensionamento anticipato.
La misura dovrebbe consentire nuove possibilità di uscita dal lavoro, senza comportare una revisione generalizzata delle regole previdenziali.
La Lega continua a sostenere la necessità di ampliare la flessibilità pensionistica. In particolare, il partito di Matteo Salvini vorrebbe evitare l’inasprimento dei requisiti per il pensionamento anticipato e rilanciare la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni con 36 anni di anzianità contributiva, in una versione ridimensionata della precedente Quota 100.
La decisione su quest’ultima proposta è stata tuttavia rinviata a gennaio. Nell’immediato, la maggioranza punta a definire le risorse e le modalità operative del nuovo fondo.
Rivalutazione delle pensioni, possibili restrizioni per gli assegni più elevati
Il governo valuta anche un intervento sull’indicizzazione delle pensioni all’inflazione, con l’obiettivo di contenere la crescita della spesa previdenziale.
La proposta prevede una revisione dei criteri di rivalutazione, con una maggiore tutela per gli assegni di importo più basso e una riduzione degli adeguamenti per quelli più elevati.
Il meccanismo potrebbe essere modulato attraverso nuove fasce, secondo un’impostazione già utilizzata in passato per limitare l’aumento della spesa pensionistica.
La questione si collega all’obiettivo di mantenere il costo della rivalutazione entro gli 1,7 miliardi di euro indicati nel Documento programmatico di bilancio.
Le percentuali e le soglie dei nuovi eventuali limiti non sono ancora state definite.
Tobin Tax, allo studio il raddoppio dell’aliquota
Sul versante delle coperture, una delle ipotesi riguarda la Tobin Tax, l’imposta applicata a determinate transazioni finanziarie.
La maggioranza valuta un aumento dell’aliquota dallo 0,2% allo 0,4%, che consentirebbe di incrementare le entrate fiscali. Anche in questo caso, tuttavia, non è stata ancora assunta una decisione definitiva.
Il confronto riguarda più in generale il contributo richiesto al comparto finanziario. Tra le possibilità allo studio figura anche un incremento dell’addizionale Ires per banche e assicurazioni.
Il governo deve infatti definire le modalità per reperire i 5 miliardi di euro attesi dal settore, già indicati nel Documento programmatico di bilancio trasmesso a Bruxelles.
Sul dossier è previsto un incontro tra il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e i rappresentanti dell’Associazione bancaria italiana, mentre prosegue la ricerca di un’intesa sulle misure da inserire nella legge di Bilancio.
Sanità, confronto sul finanziamento e sul payback dei dispositivi medici
Un altro capitolo della trattativa riguarda la sanità, con particolare attenzione al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e alla disciplina del payback per i dispositivi medici.
Le risorse sanitarie considerate nel confronto passerebbero da 148,84 miliardi di euro nel 2026 a 151,67 miliardi nel 2027.
Tra le ipotesi allo studio figura una modifica del tetto di spesa per i dispositivi medici, con un possibile incremento della percentuale di riferimento dallo 0,2% allo 0,4%, per attenuare gli effetti del meccanismo di payback a carico delle imprese del settore biomedicale.
L’intervento non è ancora definito e rientra nel più ampio confronto sulle risorse disponibili per il sistema sanitario.
Bollette, si valuta il ricorso alla clausola europea sull’energia
La maggioranza sta inoltre esaminando la possibilità di utilizzare parte della flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia europea sull’energia per sostenere le famiglie nel pagamento delle bollette.
L’ipotesi è subordinata alle valutazioni di Bruxelles sull’ammissibilità degli interventi. Un eventuale utilizzo della clausola potrebbe liberare circa 300 milioni di euro di risorse, contribuendo alle coperture del capitolo della manovra dedicato agli aiuti alle famiglie.
Tra le altre proposte emerse nel confronto figura anche l’estensione dell’esenzione dal bollo a tutte le prime automobili di proprietà, misura ancora oggetto di valutazione e non inserita tra le decisioni definitive della maggioranza.





