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Codice della Strada, Benincasa (ANIASA): «Il noleggio ottiene regole più chiare»

23
Ottobre 2026
Di Alessandro Caruso

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)

La revisione del Codice della Strada riconosce con maggiore chiarezza le specificità dell’autonoleggio, dando delle risposte confortanti su quelli che erano considerati nodi decisivi per le imprese. Giuseppe Benincasa, direttore generale di ANIASA, l’associazione di Confindustria che rappresenta le aziende dell’autonoleggio, spiega cosa cambia con il nuovo schema e quali aspetti dovranno essere definiti nei regolamenti attuativi.

Direttore, cosa cambia per le società di autonoleggio?

«Il giudizio è positivo. Parliamo di una materia complessa, difficile da disciplinare in tutti i suoi aspetti. Tuttavia, il nuovo testo contiene passaggi importanti che cominciano a dare un corpo normativo organico all’attività di autonoleggio. Il settore trova finalmente un riconoscimento più pieno all’interno del Codice della Strada. Non tutto poteva essere risolto immediatamente, ma le premesse ci sono. Ora bisognerà lavorare sui regolamenti attuativi».

Entrando nel merito, uno dei punti centrali riguarda le multe. Chi ne risponde?

«Il principio viene chiarito: quando un cliente commette un’infrazione con un’auto a noleggio, è il locatario a risponderne, non il noleggiatore. Il locatario si sostituisce al locatore, non si aggiunge a lui. Viene quindi ribadita la separazione delle responsabilità, un aspetto fondamentale per le imprese. È un principio già presente nella normativa, ma che ora trova una conferma importante».

Per i turisti stranieri, però, il meccanismo cambia. Come funzionerà concretamente?

«Qui il problema è più complesso, perché molti Comuni hanno difficoltà a notificare le sanzioni a chi, dopo aver noleggiato un’auto, è tornato nel proprio Paese. Il nuovo meccanismo prevede che, se l’amministrazione comunica l’infrazione entro un termine da stabilire, il noleggiatore possa essere chiamato a intervenire sul pagamento, rivalendosi poi sul cliente attraverso la carta di credito. Ma bisogna chiarire tempi e modalità, soprattutto per garantire il diritto di ricorso dell’automobilista. Non possiamo immaginare che, per semplificare la riscossione, venga compromesso il diritto alla difesa».

Il nodo, quindi, è soprattutto operativo. La tecnologia può aiutare?

«Certamente. Già oggi abbiamo sistemi telematici che consentono ai Comuni di comunicare rapidamente le infrazioni alle società di noleggio e ottenere i dati del conducente. Questo evita doppie notifiche e ricorsi che finiscono per sovraccaricare prefetture e giudici di pace. Bisogna utilizzare meglio queste possibilità. Le imprese possono collaborare, ma non devono trovarsi schiacciate tra le esigenze di riscossione delle amministrazioni e i diritti dei clienti».

Resta infine la questione dei pedaggi autostradali. Cosa chiedete?

«È un problema ancora aperto. Su alcune autostrade, soprattutto quelle senza barriere, le comunicazioni dei mancati pagamenti arrivano alle società di noleggio con ritardi molto lunghi. Così diventa difficile recuperare le somme da chi ha effettivamente utilizzato il veicolo. In altri Paesi europei questi problemi vengono gestiti attraverso piattaforme informatiche che consentono lo scambio dei dati in pochissimi giorni. Dobbiamo andare nella stessa direzione. Il percorso normativo è positivo, ma ora serve un’applicazione concreta che garantisca i diritti di tutti senza ostacolare lo sviluppo del settore».