Politica

Proteste autotrasportatori al Sud, Federdistribuzione denuncia i danni. Molteni: possibile stretta

20
Ottobre 2026
Di Redazione

Le proteste degli autotrasportatori nel Sud Italia stanno provocando difficoltà alla filiera agroalimentare, con conseguenze sulla conservazione dei prodotti freschi e costi crescenti per gli operatori. A denunciare la situazione è Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Sul fronte dell’ordine pubblico, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha prospettato un possibile ulteriore inasprimento delle pene per i blocchi stradali, tema che potrebbe essere affrontato dal Consiglio dei ministri convocato alle 17:30.

«Una protesta legittima non può prendere in ostaggio un’intera filiera»

Il presidente di Federdistribuzione ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni degli autotrasportatori, sottolineando tuttavia le ripercussioni delle proteste sugli agricoltori, sulla distribuzione e sui consumatori.

«Io credo che qui il tema fondamentale sia una protesta assolutamente legittima, che deve essere gestita in un modo corretto, ma che non può prendere in ostaggio un’intera filiera. Su questo noi siamo totalmente determinati perché ci sono delle condizioni oggi che riguardano gli agricoltori che non riescono nemmeno a raccogliere i prodotti perché non hanno la possibilità di stoccarli e i costi che questo settore sta sostenendo. Le merci che sono nei depositi nel giro di pochissimo tempo le abbiamo dovute buttare, e andrà buttato tutto, addirittura nei depositi dei produttori degli agricoltori. È evidente che stiamo guardando un settore che ha le sue giuste rivendicazioni, ma che sta creando un danno ai cittadini».

Ripresa delle forniture e rischio di aumento dei costi

Buttarelli ha affrontato anche la questione dei tempi necessari per ripristinare le normali attività di distribuzione, spiegando che il settore dei prodotti freschi potrebbe recuperare rapidamente una volta terminati i blocchi. Restano però le conseguenze economiche delle merci perdute, con il rischio che una parte dei maggiori costi venga trasferita lungo la filiera.

«Se le proteste dovessero cessare oggi, il settore del fresco ha una dinamica molto rapida per potersi gradualmente sistemare. Diciamo che nell’arco di due tre giorni si potrebbe tornare a una quasi normalità. Sul tema dei costi, ogni giorno che passa sono milioni di euro e da qualche parte andranno scaricati, perché gli agricoltori dovranno buttare della merce ed è evidente che in qualche misura dovranno recuperare dei costi. Allo stesso modo la filiera dovrà in qualche misura arrivare e noi come settore finale verso le persone non è che possiamo supportare qualsiasi tipo di costo. In questo momento la nostra inflazione è bassissima, è molto più bassa dell’inflazione generale: nella grande distribuzione siamo stati in deflazione fino a settembre quindi con un segno meno, nella grande distribuzione il calo della spesa è vicina allo zero, ma questa situazione potrebbe pesare e potrebbe accelerare quelli che sono dei trasferimenti a valle e su questo non c’è dubbio».

Molteni: possibile ulteriore inasprimento delle pene per i blocchi stradali

Sulle conseguenze delle proteste per la circolazione è intervenuto anche Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, sempre ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24. Molteni ha richiamato le modifiche normative già introdotte sui blocchi stradali e ha indicato la possibilità di ulteriori interventi, da valutare in vista della riunione del Consiglio dei ministri.

«Siamo già intervenuti in passato su un inasprimento della norma del blocco stradale fatto col corpo con la pena fino a 2 anni, non è escluso che si possa arrivare ad un ulteriore stretta e a un ulteriore rafforzamento di questo di questo strumento che, credo che siano delle valutazioni che verranno fatte da qui a alle 17:30 quando verrà convocato il Consiglio dei Ministri. Il blocco stradale è una limitazione dei diritti e delle libertà altrui. Se tu mi blocchi una strada, impedisci che altri possano esercitare e usufruire del diritto di mobilità, di poter andare al lavoro, quindi anche questi sono oggettivamente i comportamenti criminali che vanno che vanno evitati e se messi in pratica, ovviamente sanzionati».