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Schlein si candida a premier: «Correrò, con o senza primarie»
Di Giuliana Mastri
Elly Schlein si candida alla presidenza del Consiglio, con o senza primarie. La segretaria del Partito democratico ha annunciato la propria disponibilità durante l’assemblea nazionale del partito, ricevendo un’ovazione dai delegati. L’investitura accompagna il rilancio del progetto di un’alleanza progressista in vista delle elezioni politiche del 2027, mentre il Pd approva una modifica statutaria che consente di rinviare il congresso in caso di appuntamenti elettorali imminenti.
«Sono pronta, determinata, onorata, orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie», ha dichiarato Schlein. La segretaria ha rivendicato i risultati ottenuti alla guida del partito e la volontà di costruire una coalizione di centrosinistra capace di proporsi come alternativa alla maggioranza di governo.
Dall’economia ai diritti civili, il programma del Pd
Nel suo intervento, Schlein ha delineato le priorità programmatiche sulle quali intende costruire la proposta politica del Partito democratico. Tra queste figurano il contrasto al costo della vita, la decarbonizzazione, lo sviluppo delle energie rinnovabili e una nuova politica industriale orientata all’innovazione.
Sul fronte economico e sociale, la segretaria ha indicato il sostegno ai salari, a partire dall’introduzione del salario minimo, e il rafforzamento della giustizia sociale.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla sanità pubblica. «Il diritto universale è per tutti e tutte: non dipende dal portafogli», ha affermato Schlein, richiamando la necessità di garantire l’accesso alle cure indipendentemente dalle condizioni economiche.
La segretaria ha inoltre rilanciato l’impegno del Pd contro le discriminazioni e a favore dei diritti civili, compreso il riconoscimento dei diritti delle coppie omogenitoriali. Antifascismo, diritti delle persone LGBTQ+ e sostegno alla Palestina sono stati tra i temi che hanno raccolto gli applausi più convinti dell’assemblea.
Politica estera, Schlein: la difesa europea non sia una corsa al riarmo
Sulla politica internazionale, Schlein ha ribadito la necessità di rafforzare l’impegno diplomatico per la risoluzione dei conflitti, richiamando in particolare le guerre in Ucraina e Palestina e la situazione iraniana.
«Lavoriamo per costruire la pace per ucraini, palestinesi e iraniani», ha dichiarato.
La segretaria ha inoltre sostenuto che la costruzione di una difesa comune europea non debba tradursi in una competizione tra gli Stati membri nell’aumento degli armamenti.
Sul fronte interno, Schlein ha criticato l’operato del governo in materia di sicurezza, affermando che, a fronte della propaganda dell’esecutivo, i reati sono aumentati. Ha inoltre accusato il governo di aver compiuto scelte sfavorevoli al Mezzogiorno.
Congresso Pd, approvato il rinvio con 126 voti contrari dei riformisti
L’assemblea nazionale ha approvato una modifica dello statuto che permette di rinviare il congresso qualora la sua scadenza coincida con le elezioni politiche.
La decisione non è stata unanime. Sono stati 126 i riformisti che hanno votato contro la modifica, mentre una parte della minoranza ha espresso il proprio dissenso attraverso l’astensione o l’assenza dal voto.
Il confronto ha evidenziato le differenti sensibilità interne al partito, sia sulle regole organizzative sia sulla gestione della fase politica che precede le prossime elezioni.
La modifica statutaria introduce dunque la possibilità di posticipare l’appuntamento congressuale, senza che questo comporti automaticamente un rinvio in ogni circostanza.





