Politica
Autonomia differenziata, via libera alle intese con quattro Regioni. Rinviata la manovra
Di Giampiero Cinelli
Il Consiglio dei ministri ha approvato i disegni di legge che consentono di proseguire l’iter delle intese preliminari sull’autonomia differenziata con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Un passaggio politico significativo per la Lega, mentre è stata rinviata la discussione sulla prossima legge di Bilancio, inizialmente prevista nell’ordine del giorno della riunione.
Autonomia differenziata, Calderoli rivendica il risultato
L’approvazione dei disegni di legge rappresenta un avanzamento nel percorso dell’autonomia differenziata, una delle principali battaglie politiche della Lega. Il via libera del Consiglio dei ministri permette di procedere con i successivi passaggi istituzionali, ma non conclude l’iter necessario all’attuazione delle intese. Il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli ha rivendicato il risultato, sostenendo che la storica battaglia autonomista del suo partito non sia mai stata così vicina alla realizzazione.
Legge di Bilancio rinviata, il nodo delle coperture
Diversa la situazione della manovra economica. L’ordine del giorno del Consiglio dei ministri prevedeva l’illustrazione delle linee dello schema di disegno di legge sul Bilancio di previsione per il 2027 e sul bilancio pluriennale 2027-2029. La discussione non si è però svolta. Palazzo Chigi ha attribuito la presenza del punto nell’ordine del giorno a un errore materiale. Tuttavia, governo ha intanto approvato il Documento programmatico di bilancio (Dpb), da trasmettere alla Commissione europea entro il 15 ottobre, con un’indicazione almeno delle principali misure previste. Restano invece da definire gli interventi della legge di Bilancio e le relative coperture, in un contesto reso più complesso dalla crisi energetica e dall’aumento dei prezzi.
Energia, sul tavolo extraprofitti e sostegni contro il caro prezzi
Tra le ipotesi considerate dal governo figura la possibilità di introdurre una tassazione sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche.
La misura si inserirebbe nel tentativo di reperire risorse per fronteggiare gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, che rischiano di alimentare una nuova accelerazione dell’inflazione.
Un’altra questione riguarda la richiesta avanzata dalla maggioranza di estendere il taglio dell’Irpef fino ai redditi di 60.000 euro. Una proposta che, secondo la ricostruzione giornalistica, rischia però di incontrare difficoltà sul piano delle coperture finanziarie.
La definizione della manovra dipende anche dall’esito del confronto con Bruxelles sugli spazi di flessibilità legati allo scostamento di bilancio. Le risorse aggiuntive potrebbero essere utilizzate per la riqualificazione energetica e per affrontare il caro bollette.
Manovra, il governo punta al 20 ottobre
L’incertezza sulle risorse disponibili pesa anche sul calendario della legge di Bilancio. Il Consiglio dei ministri potrebbe tornare a esaminare il provvedimento il 16 ottobre o, al più tardi, il 20 ottobre, data indicata come termine per l’invio della manovra al Parlamento. Nell’attesa, l’esecutivo prosegue il confronto.





