Cultura
Dall’oro alle borse di lusso, come cambiano i beni rifugio degli italiani. Il rapporto Ipsos Doxa-Affide 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto
Dall’oro alle borse di lusso, cambia il concetto di bene rifugio degli italiani. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Ipsos Doxa-Affide 2026, presentato il 13 ottobre a Roma, presso la sede di Affide. La ricerca fotografa un patrimonio di preziosi spesso inutilizzato, ma sempre più considerato una risorsa economica da valorizzare. L’85% degli italiani riconosce infatti il valore economico dei propri gioielli, contro il 75% del 2024, mentre il 68% dichiara di indossarne meno di cinque all’anno.
«Sebbene gli italiani abbiano ormai chiara la valenza economica del proprio patrimonio in preziosi, faticano ancora a stimarne il reale valore in autonomia. In questo scenario, Affide con i suoi servizi rappresenta un’opportunità straordinaria e ancora tutta da scoprire per molti», ha dichiarato Andrea Rotunno, Direttore Generale di Affide, sottolineando come il credito su pegno permetta di ottenere liquidità mantenendo la proprietà dei propri beni.
Secondo l’indagine, condotta da Ipsos Doxa nel settembre 2026, ogni italiano possiede in media sette preziosi e 54 grammi d’oro. Un patrimonio che solleva anche il problema della sicurezza: il 60% degli intervistati teme i furti domestici, mentre soltanto il 38% conosce il reale valore dei propri oggetti.
Negli ultimi cinque anni il 41% degli italiani ha richiesto un prestito, principalmente per spese legate ad auto, casa e imprevisti. In questo contesto, il credito su pegno, conosciuto dal 59% dei cittadini, rappresenta uno strumento per ottenere liquidità senza vendere i propri beni. Secondo Affide, storicamente circa il 95% dei clienti riscatta regolarmente gli oggetti dati in garanzia.
La novità più significativa riguarda l’estensione del concetto di bene rifugio alle borse di lusso. Il 35% degli italiani dichiara di possederne almeno una, personalmente o in famiglia, e il 64% riconosce a questi oggetti un valore patrimoniale. Tra i possessori, il 61% sarebbe disposto a utilizzarli come garanzia per ottenere un prestito.



Proprio alla luce di questi risultati, Affide ha annunciato l’estensione dei propri servizi di valutazione, custodia, finanziamento e vendita all’asta anche alle borse di alta gamma, attraverso perizie specializzate supportate dall’intelligenza artificiale.
«La percezione stessa della ricchezza si è evoluta, abbracciando nuove categorie di beni», ha spiegato , evidenziando la volontà di rispondere alla crescente attenzione verso le borse di lusso come asset patrimoniali.



Economia circolare e aste, un mercato in evoluzione La ricerca evidenzia infine una crescente attenzione alla valorizzazione e al riutilizzo dei beni. L’83% degli italiani considera importante l’economia circolare, il 65% sarebbe disposto ad affidare un proprio oggetto a una casa d’aste e il 53% prenderebbe in considerazione l’acquisto di preziosi tramite aste online.
Un’evoluzione che amplia le opportunità di un mercato nel quale Affide opera attraverso 39 filiali e organizza oltre 300 aste all’anno, con circa 50mila gioielli e orologi venduti.
Fotografie, riprese e montaggio a cura di Simone Zivillica





