Ambiente
Clima: zanzare anche in Islanda. Mancano solo in Antartide
Di Paolo Bozzacchi
Il clima cambia, la fauna si adatta. E si espande. L’insetto più letale al mondo per l’uomo, la zanzara, ha conquistato anche l’Islanda ed è in forte espansione. Nel 2025 i primi esemplari sono stati trovati anche sull’isola nordica. Oggi i Culicidae risultano presenti in tutti i continenti tranne l’Antartide. Ma il dato più importante non è dove vivono: è quanto rapidamente le specie capaci di trasmettere malattie stanno conquistando nuovi territori.
Per decenni l’Islanda è stata una delle ultime grandi eccezioni nella geografia mondiale delle zanzare. Poi, nell’ottobre 2025, anche quel primato è caduto. Tre esemplari di Culiseta annulata sono stati trovati nella zona di Kjós, nell’ovest del Paese, e identificati dall’Istituto islandese di storia naturale. Era la prima volta che zanzare venivano rinvenute all’aperto sul territorio islandese: in passato singoli insetti erano occasionalmente arrivati a bordo di aerei, senza però insediarsi. La specie individuata è comune in Europa e particolarmente resistente al freddo, tanto da poter superare l’inverno rifugiandosi in stalle, cantine e altri ambienti protetti. Da allora il quadro è diventato ancora più interessante. Nel 2026 in Islanda è stata segnalata anche Culex pipiens, mentre gli entomologi stanno ancora verificando se Culiseta annulata sia riuscita a stabilirsi in modo permanente dopo il primo inverno. La notizia ha un valore quasi simbolico: oggi le zanzare risultano presenti in tutti i continenti tranne l’Antartide. Ma sarebbe riduttivo raccontarla come semplice curiosità geografica.
Le zanzare sono infatti uno dei principali vettori di malattie al mondo. La sola malaria ha provocato nel 2024 circa 282 milioni di casi e 610 mila morti, con il 95% dei decessi concentrato nella regione africana dell’Oms. Tre quarti delle vittime africane avevano meno di cinque anni. È per questo che la zanzara viene spesso definita l’animale più letale per l’uomo: non uccide direttamente, ma trasmette parassiti e virus come malaria, dengue, febbre gialla, chikungunya, Zika e West Nile. La parte più preoccupante è che la mappa continua a cambiare.
Uno studio pubblicato su Nature Communications nel 2025 ha ricostruito l’espansione globale delle zanzare vettori: 45 specie capaci di trasmettere patogeni umani sono state introdotte fuori dal loro areale originario e 28 sono riuscite a stabilirsi almeno in una nuova regione. Quasi metà di tutti i primi ritrovamenti registrati è avvenuta dopo il 1950 e ben 12 specie sono state osservate per la prima volta fuori dall’area di origine soltanto dal 2000 in poi.
Il motore principale non è soltanto il clima. È la globalizzazione. Uova e larve viaggiano nei container, nei pneumatici usati, nelle piante e nelle merci. Il commercio internazionale crea le occasioni di trasporto; temperature più elevate e inverni più miti aumentano poi le probabilità che le specie introdotte sopravvivano e si riproducano. Il caso più evidente è quello della zanzara tigre, Aedes albopictus, originaria dell’Asia ma ormai stabilmente insediata in buona parte dell’Europa. Secondo l’Ecdc, ad aprile 2026 era presente in 384 unità amministrative dell’Ue e dello Spazio economico europeo. In Italia risulta ormai stabilita in tutte le 107 aree considerate dal monitoraggio europeo.
E quando il vettore arriva, cambia anche la geografia delle malattie. In Europa continentale il rischio di trasmissione locale della dengue è ormai considerato concreto nelle zone dove Aedes albopictus è stabilmente presente, soprattutto quando il virus viene introdotto da viaggiatori infetti. La storia islandese, dunque, conta meno per i tre esemplari trovati che per quello che rappresenta.
Per secoli la geografia delle zanzare è sembrata legata a confini climatici relativamente stabili. Oggi quei confini sono molto più mobili. Trasporti globali, urbanizzazione e riscaldamento modificano contemporaneamente le rotte degli insetti e quelle delle malattie che trasportano. Cambia il clima, gli animali si adattano. E purtroppo per noi, in qualche caso, proliferano.





