Economia
Caro gasolio, i camionisti chiedono aiuti al governo: più sconti su pedaggi e tasse
Di Giampiero Cinelli
Il caro gasolio torna a mettere sotto pressione il settore dell’autotrasporto, che chiede al governo nuovi interventi per contenere costi aumentati del 45% a causa dei rincari dei carburanti. La richiesta arriva mentre l’esecutivo lavora a nuove misure di sostegno: gli autotrasportatori chiedono però di essere coinvolti prima delle decisioni, avvertendo che senza un confronto preventivo il rischio è un aumento della conflittualità.
«Con una premessa. “Palazzo Chigi ci convochi prima di decidere: senza un confronto preventivo sulle misure, la conflittualità aumenterà”», afferma Giorgio Lo Monte, segretario generale di Unatras, associazione che rappresenta oltre il 90% dei conducenti di tir in Italia.
La tensione nel settore era già emersa lo scorso maggio, quando i camionisti iraniani avevano proclamato uno sciopero nazionale e sui social italiani era circolata l’ipotesi di una mobilitazione di cinque giorni anche nel nostro Paese. L’avvio della stagione degli aiuti selettivi ha poi attenuato le preoccupazioni, che tornano però a crescere con l’avvicinarsi della scadenza delle accise sul gasolio, fissata a sabato.
L’intervento ha penalizzato la categoria perché ha ridotto il rimborso delle accise da 26,9 centesimi al litro, in vigore fino a febbraio, prima dello scoppio della guerra in Iran. Il settore è stato successivamente compensato con un credito d’imposta fino al 70% della maggiore spesa per carburante. La misura è già operativa: le aziende possono caricare sulla piattaforma dedicata le fatture relative ai costi aggiuntivi registrati a partire da marzo. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato entro dicembre.
Con la decisione del governo di fermare la riduzione delle accise, tuttavia, questo sostegno non avrebbe più le sue fondamenta. Unatras chiede quindi che il rimborso venga ripristinato integralmente nel caso in cui il nuovo meccanismo non venga confermato. «A noi va benissimo se il nuovo sostegno sarà sempre il credito d’imposta perché il meccanismo funziona», spiega Lo Monte.
Le richieste degli autotrasportatori non si limitano però al carburante. Il settore sollecita interventi per ridurre i costi di esercizio attraverso rimborsi sui pedaggi autostradali e deduzioni fiscali, chiedendo in particolare di aumentare lo sconto riconosciuto alle imprese.
Attualmente gli autotrasportatori ricevono infatti a fine anno una riduzione sul costo sostenuto per viaggiare sulle autostrade con il Telepass. L’obiettivo è aumentare il livello dell’agevolazione fiscale, che oggi arriva a 48 euro per ogni giornata lavorativa, calcolata su un massimo di 250 giorni all’anno, portandola fino a 70-80 euro.
Le associazioni attendono ora una risposta da Palazzo Chigi. Il punto, per gli autotrasportatori, è arrivare alle prossime decisioni con un confronto preventivo con il governo, evitando che il nuovo assetto degli aiuti finisca per scaricare sulle imprese un ulteriore aumento dei costi.





