Cultura

Stan Lee risorge con l’AI: ElevenLabs clona la sua voce e le sue sembianze

04
Giugno 2026
Di Giuliana Mastri

Stan Lee è morto nel 2018. Ma qualcuno evidentemente non l’ha detto a ElevenLabs. La società specializzata nella sintesi vocale tramite intelligenza artificiale ha annunciato mercoledì di aver siglato un accordo con Stan Lee Universe, il brand sui social media del celebre creatore Marvel, per replicarne voce e sembianze usando l’AI. Lee tornerà così a fare cameo anche dall’aldilà, ma questa volta senza averlo deciso lui.

«Sa cosa non vi dicono mai delle leggende? Che sopravvivono alla pagina», ha detto una versione artificiale di Lee in un video diffuso da ElevenLabs. In un altro filmato, l’AI ha mimato la sua celebre frase: «Da un grande potere derivano grandi responsabilità. Excelsior!»

Secondo i termini dell’accordo, gli utenti potranno scegliere il clone di Lee sulla piattaforma «Iconic Marketplace» di ElevenLabs per far narrare audiolibri alla sua voce e, in un ulteriore strappo alla sua eredità, creare tavole di fumetti generate dall’AI con lui come protagonista. Verrà lanciato anche un «Stan Lee Book Club of the Month», in cui la versione artificiale dello scrittore leggerà un libro diverso ogni mese.

Una questione etica aperta

Le resurrezioni digitali di personaggi pubblici scomparsi sono sempre controverse e cariche di implicazioni etiche. Il caso di Lee appare però particolarmente problematico, alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni della sua vita: una causa legale aveva accusato chi lo gestiva di averlo trascinato in continui eventi pubblici per fare cassa, costringendolo a firmare autografi anche quando sembrava non ricordare dove si trovasse né come si scrivesse il suo nome. L’AI, si potrebbe sostenere, non fa che prolungare questa sottrazione di autonomia e dignità.

Stan Lee Universe non la vede così. Il membro del consiglio e avvocato Chaz Rainey ha inquadrato l’iniziativa come fedele allo spirito del creatore: «Stan ha sempre creduto nell’incontrare i suoi fan dove si trovavano: nelle pagine di un fumetto, a una convention, in un breve cameo sullo schermo. Questa partnership è un modo per continuare a farlo. I fan ci hanno sempre detto che quando leggono i suoi fumetti sentono le parole con la sua voce, e ora, grazie a ElevenLabs, possiamo renderlo realtà.»

Un fenomeno in espansione

La necromanza digitale si è ormai affermata, nonostante le critiche. Nel 2024 il blockbuster «Alien: Romulus» ha riportato in vita l’attore britannico Ian Holm, che nel film originale interpretava l’androide Ash. Il doppiatore di Darth Vader James Earl Jones aveva firmato prima della morte un accordo per clonare la sua voce, poi usata nel videogioco Fortnite. E una resurrezione digitale dell’attore Val Kilmer, stroncato dal cancro alla gola, è in uso nel film «As Deep as the Grave», che Kilmer aveva accettato di girare prima di ammalarsi.