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Iran: risale la tensione, Trump e Teheran si bocciano a vicenda; Putin apre all’Europa

11
Maggio 2026
Di Giampiero Gramaglia

S’impenna di nuovo la tensione tra Usa e Iran, dopo che Teheran risponde in modo “inaccettabile” – parola del presidente Usa Donald Trump – alle proposte statunitensi. E ritorna a salire il prezzo del petrolio. Non il miglior viatico alla missione cinese in settimana del presidente statunitense.

Intanto, si rianima il fronte diplomatico del conflitto ucraino, nonostante l’insuccesso delle tregue, ripetutamente violate, del 9 Maggio. Per il presidente russo Vladimir Putin, la guerra sta per finire (un’affermazione poi ridimensionata da fonti del Cremlino). Putin apre a negoziati con l’Europa, indicando come mediatore, l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, mentre c’è l’annuncio di una missione a Mosca – l’ennesima – della ‘coppia di fatto’ di negoziatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner.

Sui due fonti, tra oggi e domani, sono in calendario consulti europei: oggi, i ministri degli Esteri dell’Ue; domani, i ministri della difesa dei Volenterosi.

Iran: la risposta di Teheran e la reazione di Trump
Ieri sera, come ci si attendeva, Teheran ha risposto alle ultime proposte di Washington per riaprire alla navigazione dello Stretto di Hormuz e porre fine al blocco dei porti iraniani della US Navy e, fra l’altro, ‘mettere in sicurezza’ i piani nucleari iraniani, trasferendo altrove le riserve iraniane d’uranio arricchito.

Prima ancora dell’arrivo della risposta di Teheran, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva già dichiarato, in un’intervista alla Cbs: “La guerra non è finita, perché c’è materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran… Si interviene e lo si porta via… Ci sono siti di arricchimento che devono ancora essere smantellati”.

La risposta iraniana, consegnata tramite mediatori pachistani, è stata respinta da Trump con un post sul suo social Truth come “TOTALMENTE INACCETTABILE” – scritto a modo suo, tutto maiuscolo -, senza fornire dettagli. In precedenza, Trump aveva pubblicato un post più articolato, accusando l’Iran di prendere in giro gli Usa e di essere una minaccia per la comunità internazionale da 47 anni: “Non riderete più”, l’asserzione finale. In un’intervista ad Axios, Trump ha poi definito “inappropriata” la risposta iraniana.

Alla ‘bocciatura’ statunitense, fonti iraniani citate dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasmin replicavano sostenendo che il parere del magnate presidente “non ha importanza”: “Nessuno in Iran scrive piani per compiacere Trump…”; i piani devono tutelare i diritti iraniani e, “se Trump non ne è soddisfatto, naturalmente è meglio— Trump in generale non ama la realtà; per questo motivo viene costantemente sconfitto dall’Iran”.

Secondo la tv di Stato iraniana Press Tv, il piano statunitense “avrebbe significato la sottomissione di Teheran a richieste eccessive”, mentre il piano iraniano “sottolinea la necessità che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra, riafferma la sovranità dell’Iran sullo Stretto di Hormuz”, ribadisce l’esigenza dellea fine delle sanzioni e del rilascio dei beni e delle proprietà sequestrate al Paese.”. Inoltre, la fine delle ostilità deve valere ovunque, anche in Libano.

Ieri, in un episodio rimasto isolato, una nave cargo era stata colpita da un drone al largo del Qatar, mentre i pasdaran avevano dato via libera a una nave qatarina carica di gas destinato al Pakistan. Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno segnalato droni in avvicinamento.

Oltre 20 navi da guerra statunitensi continuano ad attuare il blocco dei porti iraniani. Il Centcom, cioè il comando militare Usa dell’area, ha precisato che le attività di vigilanza per attuare il blocco “hanno finora permesso di respingere 61 navi commerciali … e di immobilizzarne quattro”.