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E-commerce italiano: 87mila aziende online, mercato solido ma più selettivo
Di Lorenzo Berna
In Italia l’e-commerce si conferma un comparto vitale ma sempre più selettivo. Nel 2026 sono entrate nel panorama digitale 21.717 nuove aziende, ma nello stesso periodo 23.211 realtà attive nel 2025 non sono più presenti. Il bilancio è un totale di 87.000 aziende italiane attive nell’e-commerce, con un calo del 4,4% rispetto all’anno precedente. Oltre il 90% di queste sono micro e piccole imprese. È quanto emerge dall’Osservatorio sui siti e-commerce italiani realizzato da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale in Italia, in collaborazione con Cribis, i cui dati vengono presentati nel corso della XXI edizione di Netcomm Forum, in programma il 6 e 7 maggio 2026 presso l’Allianz MiCo di Milano.
I settori più inclini alla digitalizzazione, in termini di incidenza dell’e-commerce rispetto al totale delle aziende del proprio comparto, sono la Cosmetica (35,3%), l’Industria dei Giocattoli (33,5%) e l’Editoria (24,7%). In un confronto europeo, l’Italia conta una percentuale di aziende con e-commerce dell’1,3% sul totale – che sale al 2,6% per le sole società di capitali – in linea con la Germania (89.000 aziende), ma ancora al di sotto dei Paesi best player come la Svizzera (2,1%).
«I dati dell’Osservatorio evidenziano un passaggio chiave: l’e-commerce italiano entra in una fase di maturità selettiva, in cui non conta più solo la crescita del numero di operatori, ma la sostenibilità dei modelli di business», commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. «Il saldo negativo di circa 4.000 società di capitale e la contrazione nei numeri mostrano chiaramente che il mercato sta evolvendo verso modelli di business più complessi e paradigmi differenti. Oggi non basta essere online: è necessario sviluppare competenze, efficienza operativa e capacità di investimento per competere in un contesto sempre più complesso, dove il valore si costruisce nel tempo attraverso relazione, fiducia e integrazione tra canali.»
«I dati evidenziano la straordinaria vitalità delle micro e piccole imprese italiane che, in uno scenario in costante evoluzione, rappresentano il 90% del totale di aziende dotate di un e-commerce», aggiunge Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis. «A livello settoriale, è il manifatturiero a mostrare i trend di crescita più interessanti, in particolare nei comparti dell’arredamento, della cosmetica e dei giocattoli. Ma i dati mostrano anche un mercato sempre più competitivo e polarizzato: per restare sul mercato è necessario rafforzare ulteriormente gli investimenti in persone e tecnologie e ottimizzare l’attività di tutta la rete di vendita, sia digitale che fisica.»
Il mercato nel 2026: consolidamento e nuovi equilibri dimensionali
Il forte turnover – 21.717 nuovi ingressi a fronte di 23.211 uscite – è un segnale di evoluzione strutturale. Le Società di Capitale con e-commerce sono 47.000, pari al 54% del totale, ma generano il 96,1% del fatturato complessivo: un dato che evidenzia come il mercato si stia progressivamente concentrando attorno a operatori più strutturati. Sul piano dimensionale, le micro imprese crescono del 37,7%, mentre le grandi registrano un calo del 14,3%. L’e-commerce italiano si conferma così un ecosistema capillare e frammentato, con il 68,4% del tessuto composto da micro imprese e il 23% da piccole.
A livello settoriale il mercato mostra dinamiche opposte: crescono i comparti dell’Arredamento (+6,5%), della Cosmetica (+5,9%) e dei Giocattoli (+4,5%), mentre registrano cali marcati il Turismo (-29,7%), il Ticketing (-21,2%) e l’Editoria (-11,9%). Fashion e Food & Beverage restano i settori più rappresentati in valore assoluto, rispettivamente con 5.728 e 4.712 Società di Capitale attive nell’e-commerce.
Un mercato sempre più competitivo e polarizzato
Le aziende che restano sul mercato mostrano una solidità finanziaria superiore alla media: nel 2024, il 77,7% delle Società di Capitale con e-commerce ha registrato un utile di esercizio, contro il 74,2% della media nazionale. La rischiosità commerciale è quasi dimezzata: solo il 17,2% delle Società di Capitale con e-commerce presenta una rischiosità elevata, a fronte del 30,1% registrato mediamente dalle Società di Capitale italiane che non vendono online.
Dall’Osservatorio emerge inoltre una progressiva crescita della Digital Attitude: nel 2026 il 24,5% delle aziende registra un livello medio-alto di maturità digitale, in aumento rispetto al 22,7% del 2025. Il dato più eclatante emerge dal confronto tra modelli di business: il 63,9% delle Società di Capitale con e-commerce raggiunge un livello di Digital Attitude elevato, contro appena il 7,0% delle Società di Capitale che non operano online. Sul fronte dell’internazionalizzazione, tuttavia, la sfida resta aperta: il 55% del campione totale presenta ancora un livello di proiezione estera basso o medio-basso, con l’eccezione dell’Elettronica, dove il tasso di internazionalizzazione alto raggiunge il 55,3% dei casi.
Identikit delle Società di Capitale
In Italia il 2,6% del totale delle società di capitali ha implementato un canale e-commerce. La distribuzione geografica vede in testa il Sud (31,5%), seguito dal Nord-Ovest (25,8%) e dal Centro (23,2%). A livello provinciale i principali hub del commercio digitale si confermano Milano (9,4%), Roma (9,3%) e Napoli (6,7%). Il tessuto è composto prevalentemente da Micro imprese (68,4%) e Piccole (23%). L’anzianità aziendale si attesta tra i 6 e i 25 anni, con un innalzamento dell’età media rispetto al 2025, segnale di una consolidata maturità del comparto.
Metodi di pagamento e multicanalità
Il mercato è ancora fortemente focalizzato sull’ambito nazionale: il 76,6% delle aziende offre un sito in un’unica lingua, mentre solo il 16% prevede la possibilità di scelta tra due lingue. Sul fronte dei pagamenti emerge una progressiva diversificazione: il 79,1% delle imprese offre più di un metodo, mentre solo il 20,8% rimane ancorato a un’unica opzione. PayPal si conferma lo strumento più diffuso, seguito da Carta di Credito e Bonifico Bancario. In crescita le soluzioni Buy Now Pay Later: nelle configurazioni con oltre 4 metodi di pagamento si segnala la forte crescita di Klarna, con una diffusione maggiore tra le Micro imprese.
Le imprese individuali e società di persone
Su un totale di 87.000 realtà con e-commerce in Italia, circa 40.000 sono imprese individuali e società di persone. Anche in questo caso prevale il Sud e le Isole con il 31,2%, seguiti dal Nord-Ovest con il 26,3% trainato dalla Lombardia e dal Nord-Est con il 21,8%. Le tre province più popolose di aziende con e-commerce sono Milano (5,3%), Roma (5,1%) e Napoli (4,8%). La fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra gli 11 e i 25 anni di attività. Per quanto riguarda le categorie merceologiche, il mercato è dominato dal Fashion, seguito dal Food & Beverage.





