Esteri

Vertice Cipro: Hormuz e bilancio a lungo termine sul tavolo dei leader

28
Aprile 2026
Di Giampiero Cinelli

L’Europa si trova ad affrontare un ambiente di sicurezza «particolarmente impegnativo» che richiede «una visione a 360 gradi per una pace e una sicurezza sostenibili». Con queste parole il presidente del Consiglio europeo António Costa ha aperto la conferenza stampa al termine del vertice informale dei capi di Stato e di governo del 23 e 24 aprile, ospitato a Cipro – prima ad Agia Napa, poi a Lefkosia – dal presidente Nikos Christodoulides. La scelta della sede non è casuale: per Cipro, ha sottolineato Costa, il conflitto in Medio Oriente «non è una questione astratta», e la riunione ha voluto mandare un «chiaro messaggio di unità e solidarietà europea» verso i Paesi membri più esposti.

La guerra ha già prodotto «conseguenze disastrose per le persone, per le infrastrutture e per l’economia globale», e con ogni giorno che passa senza una soluzione la situazione peggiora. I cessate il fuoco recentemente raggiunti – tra Usa e Iran e tra Israele e Libano – sono stati accolti come sviluppi positivi, ma Costa ha subito precisato che ora tutte le parti devono impegnarsi in buona fede. «L’Unione europea non è parte del conflitto, ma farà parte della soluzione», ha detto, chiarendo che la pace vera può essere conseguita solo «difendendo il diritto internazionale in modo coerente e fondato su principi».

Le priorità indicate da Costa sono tre e nell’ordine: ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz – che «deve riaprire immediatamente, senza restrizioni e senza pedaggi, nel pieno rispetto del diritto internazionale» –, lavorare verso un cessate il fuoco stabile che apra la strada a una pace duratura nella regione, e garantire che il Medio Oriente non debba fare i conti con un Iran dotato di armi nucleari. Su quest’ultimo punto Costa ha ribadito l’impegno dell’Ue a contribuire «come ha fatto in passato». La diplomazia, ha aggiunto, «è l’unica via sostenibile», e l’Ue è pronta a contribuire a tutti gli sforzi in corso, incluso il dossier nucleare iraniano e il ripristino delle infrastrutture energetiche del Golfo per stabilizzare i mercati globali.

Nel corso del vertice i leader europei hanno incontrato i rappresentanti di Giordania, Libano, Siria, Egitto e del Consiglio di cooperazione del Golfo. Costa ha ricordato i contatti intensi avviati fin dai primi giorni del conflitto, inclusa una videoconferenza con tutti i leader della regione organizzata insieme alla presidente von der Leyen, e la sua visita della settimana precedente in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, sulla scia di un’analoga visita dell’Alto rappresentante. In parallelo, ha annunciato che sotto la guida della Francia, insieme al Regno Unito, una coalizione di oltre 50 Paesi si sta preparando a una missione difensiva multilaterale per ripristinare la libertà di navigazione a Hormuz, non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno. I leader hanno anche discusso di come rendere più concretamente applicabile nella pratica la clausola di mutua assistenza dell’Ue, su cui l’Alto rappresentante ha aggiornato i partecipanti.

Sul Libano, Costa ha espresso «grave preoccupazione» per la situazione sul terreno e ha elogiato la decisione del presidente Aoun di vietare le attività militari di Hezbollah, definendola «una decisione davvero storica». «Hezbollah rappresenta una minaccia esistenziale per il Libano e un fattore di destabilizzazione pericoloso per la pace e la sicurezza nella regione», ha detto Costa, annunciando il sostegno continuo dell’Ue al disarmo del movimento e incoraggiando i colloqui avviati tra Libano e Israele. L’Unione continuerà a fornire sostegno umanitario ed economico a Beirut. Costa si è detto anche soddisfatto di aver incontrato nuovamente il presidente siriano Al-Sharaa, riconoscendo i passi compiuti per ricostruire la Siria verso un assetto «pacifico e inclusivo».

Sul fronte economico, il conflitto sta «pesando duramente sui prezzi dei combustibili fossili, frenando la crescita e incidendo direttamente sulla vita dei cittadini e delle imprese». Il pacchetto di misure presentato in settimana dalla Commissione von der Leyen è stato accolto come un passo importante, con Costa che ha sottolineato la necessità di coordinamento e la disponibilità a intensificare la risposta europea in base all’evoluzione della situazione. Nel lungo periodo, ha aggiunto, «esiste una sola strada per l’Europa: accelerare la transizione energetica e lo sviluppo di fonti pulite prodotte in casa», come unico modo per ridurre le dipendenze e garantire la sicurezza energetica.

L’altra questione centrale affrontata nel vertice riguarda il prossimo bilancio pluriennale dell’Ue. Costa ha richiamato la «responsabilità collettiva» di raggiungere un accordo entro fine anno, per garantire che il nuovo quadro finanziario sia operativo dall’inizio del 2028. Il dibattito ha confermato che le nuove risorse proprie dovranno svolgere un ruolo importante nel finanziamento del bilancio, con apertura anche alle proposte avanzate dal Parlamento europeo. La discussione tornerà in agenda a giugno, sulla base di una prima proposta con cifre preparata dalla presidenza cipriota. «Abbinare le nostre ambizioni alle risorse necessarie sarà fondamentale», ha sottolineato Costa.

«Questa è l’Europa che risponde a un ambiente geopolitico impegnativo», ha concluso il presidente del Consiglio europeo: sostegno all’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa, ruolo attivo per il raggiungimento di una pace duratura in Medio Oriente, protezione dei cittadini e delle imprese dagli shock economici, e preparazione delle basi per un bilancio Ue ambizioso e all’altezza delle sfide.

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