Salute

Sanità ed economia circolare: il progetto ReMed accelera in Italia e amplia la rete di raccolta

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Aprile 2026
Di Gianluca Lambiase

Coniugare economia circolare e sanità, trasformando dispositivi medici usati in nuove risorse. È questo l’obiettivo di ReMed, il progetto promosso da Novo Nordisk che, dopo una fase pilota, si appresta ad entrare ora in una fase di espansione su scala nazionale.

L’iniziativa, presentata in conferenza stampa presso la sede dell’Anci a Roma, coinvolge ora 6 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Puglia), 14 città e oltre 680 farmacie, con più di 1,5 tonnellate di dispositivi già raccolte. Un’evoluzione per un modello che affronta una delle criticità meno visibili del sistema sanitario: la gestione del fine vita dei dispositivi monouso per autosomministrazione, come ad esempio le penne per insulina, GLP-1 e ormone della crescita (senza ago).

Il meccanismo è costruito su una filiera integrata: i cittadini consegnano i dispositivi nelle farmacie aderenti; i partner territoriali si occupano della raccolta e dello stoccaggio; quindi i materiali vengono trasferiti in Danimarca, dove vengono trattati e trasformati in materie prime seconde. Attualmente, queste penne sono riciclabili fino all’85% e possono essere riutilizzate per produrre oggetti di uso comune, inclusi elementi di arredo.

ReMed si inserisce nella strategia globale di Novo Nordisk “Circular for Zero – the new era”, che punta a ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera, dalla produzione al paziente, fino ad arrivare a zero emissioni entro il 2045. In Italia, il progetto assume anche una dimensione sistemica, mettendo in relazione sostenibilità ambientale, salute pubblica e responsabilità sociale.

Un elemento distintivo è la collaborazione tra pubblico e privato. Sviluppato insieme ad Anci, il progetto coinvolge istituzioni, amministrazioni locali e professionisti sanitari. “Il Parlamento può e deve essere un facilitatore della sostenibilità: iniziative come ReMed dimostrano concretamente che la collaborazione tra pubblico e privato è in grado di generare valore tangibile per l’ambiente, per la salute e per le comunità locali. È fondamentale dare continuità a queste esperienze e costruire un quadro normativo che ne favorisca la diffusione e la scalabilità, perché la qualità della vita dei cittadini passa anche da qui”, ha sottolineato il Vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.

Dal lato dei territori, l’adesione di grandi città come Roma, Milano, Napoli e Bari – insieme a centri come Rimini, Modena, Ferrara, Imola e Cuneo – segna un passaggio decisivo verso una diffusione più capillare. “Trasformare un dispositivo medico da potenziale rifiuto a nuova risorsa, grazie anche alla rete capillare delle farmacie, dimostra che la sinergia tra istituzioni locali e imprese lungimiranti è la chiave per affrontare in modo efficace le sfide della sostenibilità. Come sindaci siamo chiamati a rendere le città sempre più laboratori di innovazione, dove la cura della persona e quella dell’ambiente procedano insieme, in un’ottica di responsabilità verso le generazioni future”, ha commentato Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli.

In questo contesto, il ruolo delle farmacie è centrale: rappresentano il punto di contatto quotidiano con i cittadini e facilitano la diffusione di comportamenti sostenibili. “I farmacisti sono sempre più protagonisti della sostenibilità perché presidiano la prossimità e accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli. Promuovere una gestione responsabile dei dispositivi medici significa agire in modo concreto sulla tutela della salute e dell’ambiente, contribuendo a diffondere una cultura della sostenibilità che nasce dai gesti quotidiani e si estende all’intera comunità”, ha osservato Andrea Mandelli, presidente della FOFI.

La sfida, tuttavia, va oltre la logistica. Come emerso dal confronto tra gli stakeholder, per consolidare modelli come ReMed servono politiche e regolamentazioni capaci di accompagnarne la crescita, oltre a una partecipazione attiva delle comunità.

“Salute e ambiente sono strettamente interconnessi: molte patologie croniche sono influenzate da fattori che vanno oltre il sistema sanitario. Per questo prendersi cura delle persone significa anche ridurre l’impatto ambientale delle cure e ripensare i processi in chiave sostenibile. Con ReMed traduciamo questo impegno in un’azione concreta, costruita insieme a istituzioni, territori e professionisti sanitari, con l’obiettivo di generare benefici duraturi per i pazienti e per il pianeta”, ha ricordato Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Nordisk Italia.

Riprese e montaggio di Rachele Maria Curti