Economia

Accessori al tabacco, canali alternativi in crescita: rischio per gettito e concorrenza

17
Aprile 2026
Di Gianluca Lambiase

Il mercato dei prodotti accessori al tabacco, come cartine e filtri, sta vivendo una fase di grande trasformazione, segnata dall’espansione dei canali di acquisto paralleli. Secondo una ricerca del Luiss Policy Observatory, oltre il 30% dei consumatori acquista prodotti accessori al tabacco da mercati non regolamentati. Le vendite attraverso canali paralleli comprendono piccole attività locali, piattaforme online e reti informali, generando preoccupazioni non solo per la tracciabilità dei prodotti, ma anche per l’effetto sul gettito fiscale.

“Dalla ricerca emerge innanzitutto la necessità di maggiore trasparenza” commenta Domenico Lombardi, Direttore del Policy Observatory, Luiss School of Government. “Occorre garantire una maggiore tracciabilità e una maggiore trasparenza per rafforzare la compliance fiscale, elemento di garanzia non solo per il settore ma per l’intera collettività”.

Il 35% dei consumatori si rivolge infatti a modalità di acquisto esterne alla tabaccheria, spinto da un fattore determinante: il prezzo. “Il dato più importante è quello che dall’introduzione dell’imposta di consumo c’è stato un momento molto forte dell’evasione del gettito. Siamo passati da un 20% nel 2020 a un 40% nel 2025” spiega Marco Fabbrini, Presidente di Assopat.

Lo studio evidenzia inoltre un disallineamento tra le vendite di tabacco trinciato e quelle dei relativi accessori. Tra il 2023 e il 2024, mentre il consumo di tabacco è rimasto quasi stabile (-1%), le vendite legali di cartine e filtri sono diminuite del 7,4%. Un divario che suggerisce una crescente quota di acquisti al di fuori del circuito soggetto a imposizione fiscale.

Le conseguenze si riflettono direttamente sulle entrate pubbliche: il gettito derivante dall’imposta sui prodotti accessori è sceso dai 47,8 milioni di euro del 2021 a una stima di 35,8 milioni per il 2024. Secondo le analisi, se tutta la domanda fosse intercettata dal circuito ufficiale, il gettito potrebbe superare i 50 milioni di euro annui.

Non meno rilevanti gli effetti sulla concorrenza. Il 73% dei rivenditori segnala condizioni di svantaggio competitivo, legate soprattutto alla presenza di operatori che riescono a offrire prezzi più bassi evitando il pagamento delle imposte. “Il mercato dei prodotti e accessori è un mercato che è nato da poco, quindi evidentemente sconta il fatto che ancora non sono state introdotte delle norme che consentono certamente un’effettiva tracciabilità” spiega Luigi Liberatore, Direttore Centrale Accise dell’Agenzia delle Dogane.

Liberatore prosegue, suggerendo che sia fondamentale “creare una soglia d’ingresso per gli operatori del settore. Al momento sono in numero troppo elevato, molto probabilmente prevedendo dei requisiti soprattutto di carattere soggettivo ridurremo quegli operatori che senza alcun tipo di competenza nel settore di riferimento si accingono a svolgere le attività, evidentemente non nel rispetto delle regole. La parte che ritengo più importante è che dobbiamo proteggere gli operatori virtuosi del mercato.”

“La proporzionalità è il punto fondamentale” ha aggiunto infine Paola De Micheli, membro della Commissione Attività produttive della Camera. “L’applicazione di aliquote esorbitanti non porta al recupero del gettito, ma alla distorsione del mercato”.

Riprese e montaggio di Rachele Maria Curti