Cultura
Ecco Borgo diVino in tour 2026: 25 tappe enogastronomiche nei borghi più belli d’Italia
Di Redazione
Si è tenuta ieri alla Camera dei Deputati la conferenza stampa di presentazione di Borgo diVino in tour – edizione 2026, la rassegna enogastronomica itinerante che toccherà quest’anno 25 località selezionate nel circuito de «I Borghi più belli d’Italia», promossa dall’omonima Associazione e organizzata da Valica Spa, azienda specializzata in marketing tecnologico con focus su turismo ed enogastronomia.
L’apertura dei lavori è stata affidata all’onorevole Guerino Testa, Segretario della Commissione Finanze della Camera dei Deputati e promotore dell’Intergruppo parlamentare «Valorizziamo i Borghi più belli d’Italia». «Questa è un’edizione molto partecipata da parte di tanti sindaci, che ringrazio per aver deciso di patrocinare i propri territori» ha dichiarato Testa. «Borgo diVino si candida a essere una manifestazione di riferimento nel panorama turistico. I dati del 2025 confermano che la scorsa edizione sia stata un boom, un successo sia per le etichette, sia per le aziende vinicole sia per le città partecipanti. L’enogastronomia è stata protagonista proprio lo scorso anno anche grazie al riconoscimento della nostra cucina come patrimonio UNESCO, e questo grazie al lavoro e alle tradizioni dei nostri borghi.»
Il senatore e consigliere politico del ministro Lollobrigida, Giorgio Salvitti, ha sottolineato il valore strategico del progetto: «Borgo diVino è di fondamentale importanza per far conoscere un’eccellenza come il vino, uno dei simboli della nostra Nazione. Un tour che permette di generare economie sulle aree interne, attraverso l’enoturismo, per far conoscere quei luoghi che non sono ancora tra gli itinerari dei turisti stranieri. Basti pensare che il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO e il turismo delle vigne potrebbe garantire circa 20 milioni in più tra arrivi e presenze.»
L’incontro, moderato da Filippo Massimo, Direttore delle testate del Gruppo Valica e responsabile dei rapporti istituzionali di Borgo diVino in tour, ha registrato anche l’intervento del Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale Leandro Ventura, che ha rinnovato la collaborazione con la manifestazione: «Attraverso il Geoportale della Cultura Alimentare raccontiamo i territori tramite format innovativi, come i video di micronarrazione, che restituiscono il valore culturale di prodotti, vitigni e comunità locali. Queste esperienze dimostrano come la valorizzazione culturale possa generare ricadute positive anche sul piano economico, contribuendo a sostenere i borghi e le aree interne.»
Significativo anche l’intervento del sindaco di Nemi Alberto Bertucci, primo borgo ad aver ospitato la manifestazione: «Il vino non è solo un prodotto, ma un racconto di storia, cultura e tradizioni. Attraverso Borgo diVino, i borghi italiani diventano protagonisti, mostrando la ricchezza dei propri territori e delle comunità che li abitano. L’evento promuove l’enoturismo e un turismo lento e consapevole, contribuendo allo sviluppo economico dei borghi, valorizzando le produzioni locali e contrastando lo spopolamento.»
L’edizione 2026 raccoglie il testimone di un 2025 da record, con oltre 60.000 visitatori e la partecipazione di più di 800 aziende provenienti da tutta Italia. «La collaborazione con Valica si consolida in una serie di progetti strategici per la valorizzazione dei Borghi» ha dichiarato Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione «I Borghi più belli d’Italia». «L’obiettivo condiviso è contrastare lo spopolamento creando lavoro, servizi e reti anche a livello europeo, con i borghi italiani come modello di riferimento internazionale per turismo e qualità della vita.»
Il CEO di Valica Spa, Emiliano D’Andrea, ha ricordato le origini del progetto: «Borgo diVino è un progetto nato nel 2014 che oggi tocca venticinque tappe in tutta Italia e lo scorso anno ha superato anche i confini nazionali. Alla fine del 2025 abbiamo anche acquisito la proprietà del tour operator ufficiale dell’Associazione con l’obiettivo di seguire l’intero percorso del visitatore, dalla scoperta all’esperienza sul territorio.»
Il format prevede un percorso di degustazione con postazioni riservate a cantine provenienti da tutta Italia, affiancato da un’area food con specialità gastronomiche locali e da uno spazio dedicato alla musica dal vivo e a laboratori tematici. Ogni tappa si svolge di norma dal venerdì alla domenica nel centro storico dei borghi selezionati.
Le date e le tappe
Il tour prenderà il via il 18 e 19 aprile a Egna-Neumarkt, in Trentino Alto Adige, per proseguire il 24-26 aprile a Bard, in Valle d’Aosta. Il 1, 2 e 3 maggio sarà la volta del Friuli Venezia Giulia, con una tappa articolata tra Strassoldo, Gradisca d’Isonzo e Palmanova. Si continuerà il 16-17 maggio a San Giorgio di Valpolicella, in Veneto, e il 22-24 maggio a San Marino. Giugno porterà la rassegna a Città Sant’Angelo, in Abruzzo (12-14), a Celle Ligure, in Liguria (19-21), e a Termoli, in Molise (26-28). Luglio toccherà Cisternino, in Puglia (3-5), Vietri sul Mare, in Campania (10-12), Grottammare, nelle Marche (17-19), e Lovere, in Lombardia (24-26). Ad agosto le tappe saranno Fiumefreddo Bruzio, in Calabria (21-23), ed Erice, in Sicilia (28-30). Settembre vedrà protagoniste Maratea, in Basilicata (4-6), e Nemi, nel Lazio (11-13). In ottobre il tour farà tappa a Brisighella, in Emilia Romagna (2-4), Spello, in Umbria (9-11), Montaione, in Toscana (16-18), Tempio Pausania, in Sardegna (date da verificare con gli organizzatori, poiché nel comunicato risultano sovrapposte a quelle di Montaione), e Castagnole delle Lanze, in Piemonte (23-25). A chiudere la stagione saranno Venosa, in Basilicata (30 ottobre-1 novembre), e Subiaco, nel Lazio, il 14 e 15 novembre.
A chiudere la conferenza la nota dell’onorevole Federico Mollicone, Presidente della Commissione VII Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati: «Borgo diVino in tour non è solo una rassegna itinerante, ma rappresenta un atto di amore e di politica attiva verso quell’Italia profonda che custodisce la nostra anima più autentica e fiera. I piccoli borghi non sono semplici mete turistiche o meri contenitori architettonici, ma veri e propri presidi viventi di civiltà e custodi di quel patrimonio materiale e immateriale che rende l’Italia un’eccezione culturale unica nel mondo».





