Innovazione

La pinta di Guinness costa troppo? Un’IA ha chiamato 3.000 pub irlandesi per scoprirlo

09
Aprile 2026
Di Lorenzo Berna

Tutto è cominciato con una pinta da 7,80 euro pagata in un pub di Dublino. Matt Cortland, ingegnere americano di 37 anni con un passato da proprietario di pub in Irlanda, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ha pensato che quel prezzo fosse eccessivo. Ha cercato di confrontarlo con i dati ufficiali e ha scoperto che l’ufficio statistico irlandese aveva smesso di monitorare il prezzo della Guinness nel 2011. Da lì l’idea: «Posso far chiamare ogni pub in Irlanda da un’intelligenza artificiale, chiedendo il prezzo in modo colloquiale?»

Detto fatto. Cortland ha costruito un agente vocale di nome Rachel, ispirato a Rachel Duffy, la vincitrice del reality britannico The Traitors, con accento dell’Irlanda del Nord, usando la piattaforma vocale ElevenLabs e l’infrastruttura telefonica di Twilio, instradando le chiamate attraverso una vecchia SIM card irlandese. Per indicizzare i pub ha usato le API di Google Maps, individuando 5.200 esercizi e chiamando i circa 3.000 che avevano un numero pubblico. Il tutto per un costo di 200 euro.

Rachel aveva un compito semplice: chiedere il prezzo di una pinta, ringraziare e riattaccare. Le prime versioni ripetevano il prezzo al barista per conferma, ma questo prolungava le chiamate e insospettiva gli interlocutori. Dopo alcune modifiche, la versione definitiva faceva la domanda, diceva grazie e chiudeva. Rachel era istruita a dichiarare di essere un’intelligenza artificiale se le veniva chiesto esplicitamente, ma quasi nessuno se ne accorse. Su oltre 2.000 chiamate con risposta, più di 1.000 pub fornirono un prezzo.

Le conversazioni, a tratti, si sono rivelate più vivaci del previsto. Al Malzard’s Pub di Kilkenny il barista ha risposto: «Normalmente sono 6,20, ma se non te li puoi permettere ti offriamo noi. Ci pensiamo noi». A Doogies nell’Irlanda del Nord, l’apertura è stata una battuta: «Venticinque sterline. Ma se vuoi bere qualcosina, te la do per cinque». In un caso, la chiamata di Rachel è finita in un loop surreale: la linea è stata risposta da un altro sistema automatico e due intelligenze artificiali si sono parlate addosso a lungo, senza che nessun prezzo venisse mai ricavato.

Con i dati raccolti, Cortland ha costruito il «Guinndex» — un indice dei prezzi al consumo «vivo e respirante» per una pinta di Guinness in tutta l’Irlanda, a cui baristi e avventori possono contribuire e aggiornare i prezzi. La media nazionale si attesta intorno a 5,95 euro, con il prezzo più comune a 5,50. Dublino è la contea più cara con una media di 6,75 euro, mentre il distretto del Temple Bar tocca punte di 10 euro. La pinta più economica rilevata è stata 3 euro al Glynn’s Bar di Galway — anche se Cortland sospetta che il barista stesse prendendo in giro Rachel.

L’impatto pratico non si è fatto attendere. Dopo la pubblicazione dell’indice, almeno un proprietario di pub ha abbassato il prezzo di 40 centesimi e ha aggiornato lui stesso la voce sul Guinndex. La piattaforma è ora disponibile su guinndex.ai come strumento crowdsourced aperto a tutti. Cortland ha già in mente le prossime applicazioni del metodo: i farmaci da prescrizione negli Stati Uniti, o il prezzo di una fetta di pizza a New York.