Fill the gap
Oltre l’otto marzo: nelle farmacie di Roma torna la prevenzione del drink spiking
Di Elisa Tortorolo
La sicurezza di genere non è un concetto astratto, ma una barriera fisica che, a Roma e provincia, torna a materializzarsi per tutto il mese di marzo tra i banconi delle farmacie che aderiscono al progetto. Al centro dell’iniziativa promossa da Federfarma Roma c’è il contrasto al drink spiking, la pratica criminale di contaminare bevande con sostanze stupefacenti per annullare la volontà della vittima e facilitare aggressioni sessuali (DFSA).
I numeri del fenomeno in Italia restano drammatici: il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita, con una quota significativa di stupri o tentati stupri che spesso si avvalgono di sostanze inodori e insapori come GHB e Ketamina. Queste “droghe da stupro” non solo inabilitano la vittima, ma inducono amnesia retrograda, cancellando i dettagli dell’aggressione e rendendo estremamente difficile la successiva denuncia alle autorità.
“Il consenso è la base di ogni relazione e non può essere aggirato: per questo, dopo i risultati della prima edizione e su spinta delle farmaciste romane che rappresentano oltre il 70% della forza lavoro, riproponiamo l’iniziativa contro il drink spiking”, commenta al The Watcher Post Andrea Cicconetti, Presidente di Federfarma Roma.
La risposta concreta allo scenario di rischio è il kit CYD (Check Your Drink), un sistema di screening rapido e semplice distribuito gratuitamente che permette di individuare oltre 600 varianti di sostanze con un’accuratezza del 98%. Il funzionamento è immediato: basta porre una goccia della bevanda sull’area reattiva della card per osservare una variazione cromatica istantanea in caso di positività.
L’operazione, che nella sua prima edizione ha già visto la distribuzione di oltre 2.000 kit, trasforma la farmacia in un hub di protezione sociale.
“La prevenzione si fa anche informando, ascoltando e fornendo strumenti concreti a tutti”, prosegue Cicconetti, sottolineando come chi lavora nelle croci verdi sia formato per attivare supporti d’emergenza attraverso protocolli silenziosi: “Il personale che lavora nelle farmacie è formato a riconoscere il codice ‘Vorrei una mascherina 1522’ e ad attivare supporto per chiunque ne abbia bisogno”.
Grazie alla collaborazione con una fitta rete di realtà del terzo settore, tra cui Telefono Rosa e Differenza Donna, l’iniziativa punta a consolidare un welfare di prossimità che va oltre la semplice assistenza sanitaria. La capillarità della rete delle farmacie private di Roma, che conta oltre 1200 esercizi, diventa così un presidio territoriale strategico.
Come conclude Cicconetti, questo impegno dimostra che “la prossimità non è solo un servizio sanitario: è anche la capacità di intercettare bisogni e offrire orientamento quando serve”






