Esteri
Iran: guerra giorno XV, Usa attaccano l’isola di Kharg, escalation nel Golfo
Di Giampiero Gramaglia
Gli Stati Uniti hanno attaccato le installazioni militari dell’isola di Kharg, 15 miglia circa al largo delle coste dell’Iran, in fondo al Golfo Persico, dove ci sono le più importanti infrastrutture energetiche iraniane. La notizia è stata data dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth, intorno alla mezzanotte ora italiana, poco prima di salire sull’AirForceOne per andare in Florida per il fine settimana. L’Iran aveva avvertito che un attacco sull’isola di Kharg avrebbe innescato un’ulteriore escalation nel conflitto aperto il 28 febbraio dall’aggressione israelo-americana e giunto al giorno XV.
Questi alcuni passaggi del post di Trump: “Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni obiettivo militare nel fiore all’occhiello dell’Iran: l’isola di Kharg”, inclusi depositi di missili e di droni. Sull’isola, finora risparmiata dagli attacchi, transita circa l’80% dell’export petrolifero iraniano.
L’attacco all’isola di Kharg e le minacce ad esso collegate potrebbero avere ulteriori ripercussioni sui prezzi del petrolio che, dall’inizio della guerra, sono aumentati di oltre il 40% e hanno ieri superato i 103 dollari al barile.
Trump scrive: “Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto. Tuttavia, per senso di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere presenti sull’isola. Però, qualora l’Iran – o chiunque altro – dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione”.
Il magnate presidente prosegue: “Nel mio primo mandato ho ricostituito le nostre forze armate, trasformandole nella forza più letale, potente ed efficace, di gran lunga, di tutto il mondo. L’Iran non possiede alcuna capacità di difendere alcunché noi decidiamo di attaccare: non c’è nulla che possano fare al riguardo! L’Iran non avrà mai un’arma nucleare e non avrà la capacità di minacciare gli Stati Uniti d’America, il Medio Oriente o, per quanto riguarda questo aspetto, il mondo intero!”. Le forze armate iraniane “e tutti coloro che sono coinvolti con questo regime terroristico farebbero bene a deporre le armi, per salvare ciò che resta del loro Paese; e non è molto!”.
Più tardi, sempre su Truth, Trump ha postato: “L’Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo … Ma non è un accordo che io accetterò”; lamentandosi che “i media delle fake news odiano riferire i successi che l’esercito statunitense ha ottenuto contro l’Iran”. Il sito Axios scrive che Trump avrebbe rifiutato una proposta del presidente russo Vladimir Putin di trasferire in Russia l’uranio iraniano arricchito.
Alla tracotanza trumpiana, fa eco quella iraniana. Le forze armate di Teheran minacciano di “ridurre in cenere” le infrastrutture petrolifere ed energetiche collegate agli Stati Uniti in Medio Oriente, se quelle dell’isola di Kharg saranno attaccate. “Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa – ha detto ai media iraniani un portavoce militare – saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere”.
L’alba del giorno XV del conflitto ha dunque portato un’ulteriore escalation, dopo che ieri Washington aveva annunciato l’invio nell’area di guerra di altri 2.500 marines della 31st Marine Expeditionary Unit e di almeno un’unità d’assalto anfibia, la USS Tripoli, utile in caso di sbarchi in territorio iraniano.
Tutto ciò in coincidenza con l’arrivo di notizie sulla vulnerabilità dell’economia statunitense, che, nel quarto trimestre 2025, è cresciuta solo dello 0,7%, invece che dell’1,4% precedentemente stimato. E ora borse tendenzialmente al ribasso nelle ultime due settimane e impennata nei costi dell’energia gettano ombre sull’andamento di crescita e inflazione nel primo trimestre 2026.
Le parate di Trump all’aumento dei prezzi di petrolio e gas si sono finora rivelate poco efficaci. Anzi, la decisione di allentare le sanzioni alla Russia per facilitarle la vendita di petrolio suscita irritazione fra i partner europei degli Stati Uniti che vedono compromessi i loro sforzi di colpire l’economia russa per fare scontare a Mosca l’invasione dell’Ucraina.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto: “Vogliamo evitare che la Russia sfrutti la guerra all’Iran per indebolire l’Ucraina”, che, nel frattempo, vede diminuire il flusso di armi dagli Usa e cui viene richiesto di partecipare allo sforzo anti-droni iraniani in Medio Oriente. Sui media Usa, è ormai diffusa la percezione che i veri vincitori dell’aggressione all’Iran scatenata da Usa e Israele siano i leader russo Putin e cinese Xi Jinping.
Francia e Italia hanno, invece, smentito indiscrezioni del Financial Times su trattative con l’Iran volte ad evitare attacchi alle loro navi nello Stretto di Hormuz. La posizione dei due Paesi s’è fatta più delicata dopo gli attacchi di milizie sciite irachene pro-iraniane contro i loro contingenti in Iraq: un soldato francese è stato ucciso e cinque sono rimasti feriti, in un’azione condotta dalla milizia Ashab Al-Kahf; gli italiani sono usciti tutti indenni dall’incursione di un drone sulla loro base a Erbil.
Ieri, il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha per la prima volta avallato pubblicamente l’ipotesi che la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sia ferito e forse sfigurato, il che spiegherebbe perché eviti di mostrarsi dall’inizio del conflitto.
Il numero delle perdite di guerra americane è ieri quasi raddoppiato in un colpo solo, da sette a tredici, con la collisione in volo che ha coinvolto due aerei cisterna KC-135 partecipi delle operazioni anti-Iran, ma che non stavano sorvolando il territorio iraniano. Uno è riuscito a compire un atterraggio di fortuna; l’altro s’è schiantato al suolo e tutti e sei gli uomini a bordo sono deceduti. Le circostanze dell’incidente non sono state ancora accertate, ma il Comando Centrale degli Stati Uniti ha escluso azioni ostili da parte iraniane. Sempre ieri, c’è stato un incidente, apparentemente accidentale e senza gravi conseguenze – due feriti – a bordo della portaerei Usa Gerald R. Ford.
Infine, il sito Axios annuncia piani israeliani per un’invasione su larga scala del sud del Libano, indipendentemente dall’andamento della guerra all’Iran.





