Salute

Alla Camera il confronto sul Testo Unico della legislazione farmaceutica tra accesso alle cure, sostenibilità e industria

18
Febbraio 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

Il settore farmaceutico italiano si prepara a una delle sue revisioni più ampie degli ultimi decenni. Dopo anni di interventi stratificati, tra recepimenti europei, riforme nazionali e correttivi sulla spesa, il Governo con una legge delega punta a rimettere ordine con il «Testo Unico della legislazione farmaceutica», ambendo a ricomporre un quadro organico norme oggi disperse e spesso sovrapposte. L’obiettivo è costruire un impianto più chiaro e stabile, capace di coniugare accesso alle cure, sostenibilità dei conti pubblici e competitività industriale.

Il confronto si è acceso martedì 17 febbraio 2026, nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, dove su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti si è svolto il convegno «Il Testo Unico della legislazione farmaceutica: una riforma organica e strategica». Un passaggio politico significativo: attorno allo stesso tavolo istituzioni e rappresentanti della filiera, dall’industria alle farmacie territoriali, per discutere contenuti e priorità di una riforma che tocca governance, distribuzione e ruolo della prossimità.

A indicare la rotta è stato il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha sintetizzato la visione dell’esecutivo parlando di «Testo unico per avvicinare il cittadino al farmaco e rafforzare la produzione nazionale». La priorità, ha spiegato, è migliorare l’accesso alle terapie e garantire la sostenibilità del sistema. Tra le misure già avviate ha citato lo spostamento di alcuni medicinali dalla distribuzione diretta ospedaliera alle farmacie pubbliche, private e convenzionate, con l’obiettivo di semplificare il percorso dei pazienti e generare risparmi per lo Stato. Centrale è il riordino di un quadro normativo stratificato nel tempo, che secondo Gemmato oggi conta circa 100 leggi e oltre 700 norme, e che deve diventare uno strumento capace di disciplinare in modo organico accesso al farmaco, aderenza terapeutica, ruolo della farmacia territoriale e attrattività per gli investimenti esteri. Il sottosegretario ha inoltre ricordato che l’Italia è il primo Paese europeo per produzione farmaceutica, con un valore di circa 58 miliardi di euro, sottolineando la necessità di un quadro giuridico chiaro per consolidare questo primato e rafforzare l’autonomia nella produzione di principi attivi e materie prime.

Sul piano parlamentare, l’On. Luciano Ciocchetti, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, ha definito la riforma «necessaria per mettere ordine e soprattutto semplificare e razionalizzare il quadro normativo». Il vicepresidente ha evidenziato come il settore abbia conosciuto negli anni «una varietà infinita di interventi normativi» e che sia arrivato il momento di «fare chiarezza», adeguando l’intera materia ai cambiamenti in corso. Per Ciocchetti il Testo Unico deve migliorare l’accesso alle cure e sostenere un comparto che rappresenta uno dei principali motori dell’export italiano.

Dal territorio è intervenuto Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, che ha posto l’accento sulla semplificazione e sulla sanità di prossimità. «Regole più chiare, meno burocrazia e piena valorizzazione delle professionalità non sono interessi di categoria, ma condizioni concrete per una sanità territoriale più efficiente e vicina ai cittadini», ha dichiarato. Per Cicconetti il riordino deve liberare tempo sanitario, favorire un’integrazione reale del digitale – a partire dal Fascicolo sanitario elettronico – e rafforzare il ruolo della farmacia come primo presidio sul territorio, soprattutto per i pazienti cronici.

Ad intervenire poi anche Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), che ha parlato di «riforma necessaria per modernizzare il sistema e rafforzare la sanità di prossimità». Dopo decenni di stratificazioni legislative, ha osservato, è indispensabile un riordino complessivo che consenta alla professione del farmacista di consolidare il proprio ruolo nel Servizio sanitario nazionale. Il Testo Unico, secondo Mandelli, può contribuire a ridurre la burocrazia e a rendere più diretto ed efficace il rapporto tra cittadini, farmacie e sistema sanitario.

Il confronto alla Camera segna così l’avvio di una fase politica decisiva. La sfida sarà tradurre la delega in un testo capace di garantire certezza normativa e visione strategica, in un settore che incide tanto sulla tutela della salute quanto sulla solidità economica del Paese.