Politica
Patti Lateranensi, al Palazzo Borromeo l’incontro Italia-Santa Sede
Di Giampiero Cinelli
Alle 16:15, a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, si rinnova l’appuntamento annuale per l’anniversario dei Patti Lateranensi. Un momento simbolico ma anche politico, che quest’anno assume un peso particolare alla luce delle tensioni internazionali e dei dossier interni ancora aperti tra Stato e Chiesa.
All’incontro sono attesi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato e numerosi membri del Governo. Una presenza istituzionale ampia che conferma la centralità dell’evento non solo come ricorrenza storica, ma come spazio di interlocuzione stabile tra Roma e Oltretevere.
I Patti Lateranensi, firmati l’11 febbraio 1929 e rivisti con l’Accordo di Villa Madama del 1984, rappresentano l’architrave giuridica dei rapporti tra lo Stato italiano e la Santa Sede. La celebrazione annuale è occasione per ribadire il principio di laicità cooperativa che caratterizza il modello italiano: autonomia reciproca, ma dialogo costante su temi di interesse comune.
Sul tavolo, pur senza un’agenda formale pubblica, pesano diversi dossier. A livello internazionale, la guerra in Ucraina, il conflitto in Medio Oriente e la crescente instabilità globale rendono la diplomazia vaticana un interlocutore rilevante. Il Quirinale ha sempre sottolineato l’importanza del multilateralismo e della pace, mentre la Santa Sede continua a richiamare la necessità di soluzioni negoziali e di tutela dei civili.
Sul piano interno, restano aperti i temi legati al welfare, alla natalità, alla scuola e alla sanità, ambiti in cui il mondo cattolico svolge un ruolo strutturale. Non è un mistero che negli ultimi anni il confronto si sia acceso anche su questioni etiche e sociali, dal fine vita alle politiche familiari, fino alla gestione dei flussi migratori. Tuttavia, la cornice dei Patti impone un metodo: confronto istituzionale, senza sovrapposizioni di competenze.
La presenza congiunta del Capo dello Stato e della presidente del Consiglio offre anche un segnale di coesione istituzionale. Mattarella ha più volte richiamato il valore storico dei Patti come strumento di pacificazione nazionale e come base per un dialogo rispettoso tra ordinamenti distinti. Meloni, dal canto suo, ha spesso ribadito il legame culturale tra identità italiana e tradizione cristiana, pur nel rispetto della laicità dello Stato.
L’incontro di Palazzo Borromeo non produrrà atti normativi né dichiarazioni congiunte di portata immediata. Ma rappresenta un passaggio di continuità diplomatica, in un momento in cui il rapporto tra politica e religione torna a essere osservato anche in chiave geopolitica. In un’Europa attraversata da tensioni e ridefinizioni di equilibri, l’asse Roma–Santa Sede resta uno degli elementi stabili del sistema italiano.





