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Strumentalizzare tutto in nome dell’antimelonismo?

16
Febbraio 2026
Di Daniele Capezzone

C’è da rimanere a bocca aperta. Sì certo, la politica italiana ci ha spesso offerto (da tutte le parti) momenti di polemica faziosa, esempi di colpi bassi, e così via. E però dovrebbe esserci un limite che invece, a sinistra, si fatica a stabilire.

Si prenda il caso del referendum sulla giustizia. A sinistra (senza differenze tra Pd e altre forze) i sostenitori del Sì sono ridotti a dissidenti perfino irrisi dalla comunicazione di partito (abbinati a fascisti con il braccio teso), oppure assimilati dal dottor Gratteri a cricche delinquenziali, senza che si trovi uno straccio di dirigente in grado di alzare autorevolmente la voce e fermare questa deriva incivile.

Si dice: ma ormai è una battaglia politica contro il governo, e su quell’altare si sacrifica tutto. Ah sì? E quindi, quale che sia l’esito del 22-23 marzo, come si conta di procedere dal giorno 24? Rogo per i dissenzienti interni e crociate contro i nemici esterni? Auguri.