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Il Super Bowl manda in bestia Trump, atteso da una settimana di negoziati e deposizioni

09
Febbraio 2026
Di Giampiero Gramaglia

L’edizione LV, 55, del Super Bowl, la finale del campionato di football americano, non è andata giù a Donald Trump, non tanto per il risultato- i Seahawks di Seattle dominano i Patriots di Boston 29 a 13 – quanto per lo show nell’intervallo con protagonista il cantante portoricano Bad Bunny, che ha chiuso la sua performance con un omaggio agli immigrati.

Trump lo ha così commentato a caldo sul suo social Truth: “Lo show del Super Bowl è stato assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre! … E’ un affronto alla grandezza dell’America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o e ccellenza … Nessuno capisce una parola di quel che dice quel tizio e il ballo è disgustoso … Questo ‘spettacolo’ è solo uno schiaffo in faccia al nostro Paese, che ogni giorno stabilisce nuovi record, compresi i migliori risultati di sempre per la borsa e i fondi pensione…”.

Almeno l’ultima affermazione del magnate presidente è vera, perché venerdì il principale indice della borsa di Wall Street, il Dow Jones, ha chiuso a 50.115,67, la quota massima mai toccata.

Il malumore di Trump, che per seguire la finale del Super-Bowl aveva organizzato una grande festa a Mar-a-lago, non dovrebbe impattare su una settimana di negoziati, probabilmente interlocutori, sui fronti dell’Ucraina e del Medio Oriente – Iran e Striscia di Gaza -. Per il Medio Oriente, l’attesa è puntata sull’incontro, mercoledì, a Washington, tra il magnate presidente e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

E’ anche una settimana di audizioni in Congresso sul fronte Epstein: oggi, c’è Ghislaine Maxwell, la compagna e procacciatrice di prede sessuali del magnate pedofilo; mercoledì e giovedì, toccherà a Pam Bondi, la segretaria alla Giustizia.

Negoziati avanti con Ucraina e Iran, Netanyahu a Washington
I negoziati per la fine della guerra in Ucraina proseguono, dopo i triangolari della scorsa settimana tra Usa, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi, anche se la data di un nuovo incontro non è stata fissata. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, gli Stati Uniti hanno imposto una data limite per un accordo tra Kiev e Mosca, ma non è chiaro quale sia – si parla genericamente di giugno -.

IL nodo da sciogliere resta quello della cessione di territori dell’Ucraina alla Russia, anche di parte di Donbass non ancora poccupata militarmente dai russi. Nelle more delle trattative, continuano, cruenti, i combattimenti lungo la linea del fronte e i bombardamenti notturni con missili e droni  sulle città ucraine.

Intanto, a Mosca, è stato dichiarato fuori pericolo il vice-capo dell’intelligence militare russa, generale Vladimir Alekseyev, colpito venerdì dai colpi di pistola sparatigli da un attentatore. L’attacco ad Alekseyev è l’ultimo di una serie di attentati, spesso letali, ad alti ufficiali russi che Mosca attribuisce a Kiev, che nega ogni addebito.

Le indagini avrebbero già individuato i responsabili, uno dei quali sarebbe stato arrestato e un’altra sarebbe riparata in Ucraina.

I negoziati con l’Iran dovrebbero invece riprendere in settimana, sui programmi iraniani nucleari e missilistici. Da Teheran e da Washington, ma anche da Gerusalemme, arrivano prese di posizione contraddittorie, volta a volta concilianti o rigide. Si avrà forse un’idea più chiara delle prospettive delle trattative dopo l’incontro mercoledì alla Casa Bianca tra Trump e Netanyahu, dove si parlerà anche della seconda fase del piano di pace per il Medio Oriente, che prevede il disarmo di Hamas e l’insediamento nella Striscia d’un’Amministrazione internazionale provvisoria.

Negli ultimi giorni, sia Israele che Hamas hanno irrigidito le rispettive posizioni.

Caso Epstein:  audizioni e rivelazioni
Mentre i tre milioni di ‘files Epstein’ continuano a costituire una miniera d’informazioni per i media di tutto il Mondo, emergono tracce di contatti tra agenzie di intelligence – non solo statunitensi – e il magnate pedofilo morto in carcere suicida a New York nel 2019. L’Ap conferma che le indagini dell’Fbi non hanno trovato nella documentazione disponibile prove di reati commessi da altri, oltre che da Epstein.

Oggi, Ghislaine Maxwell, che sconta un carcere una condanna a vent’anni per avere reclutato ragazze minorenni per il suo ‘fidanzato’, sarà sentita dalla commissione di sorveglianza della Camera che indaga sui legami di Epstein con personaggi dell’elite politica, economica e culturale. Maxwell risponderà alle domande dal carcere in Florida dov’è attualmente rinchiusa, ma potrebbe avvalersi del diritto di non rispondere.

In settimana è prevista l’audizione al Congresso di Pam Bondi, mentre a fine mese ci saranno quelle dei Clinton, Bill e Hillary, entrambi coinvolti a diverso titolo nel ‘caso Epstein’.