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Sinistra resta ambigua su Askatasuna, così come fai a candidarti a governare?

02
Febbraio 2026
Di Daniele Capezzone

Inutile girarci intorno, la sinistra esce con le ossa rotte – politicamente e moralmente – dall’orribile pomeriggio di sabato a Torino, dopo le devastazioni di Askatasuna.

Per dire mezza parola di condanna, i leader e sottoleader progressisti hanno atteso che mezza Italia avesse visto le immagini del poliziotto accerchiato e preso a martellate. A quel punto, due flebili paroline in un comunicato erano diventate inevitabili.

Inevitabili sì, ma pure ridicolmente insufficienti, a fronte del fiume di sostegno dei giorni precedenti alle presunte “manifestazioni pacifiche” e di contrasto alla “militarizzazione delle città” attribuita al governo.

Male, anzi malissimo. Queste sono le giornate in cui le contraddizioni esplodono e in cui si misura la propria credibilità nel candidarsi alla guida del Paese. Prova clamorosamente fallita dal campo largo, un’altra volta.