Economia
Semiconduttori e materie prime strategiche: l’Italia stringe l’asse con la Corea del Sud
Di Ilaria Donatio
Semiconduttori, minerali critici e catene di approvvigionamento sicure. È su questi dossier che l’Italia rafforza il rapporto con la Corea del Sud, uno dei Paesi tecnologicamente più avanzati al mondo. Durante la visita ufficiale a Seul, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha siglato con il presidente sudcoreano Lee un’alleanza strategica che punta a consolidare la cooperazione industriale e tecnologica tra i due Paesi.
Al centro dell’intesa c’è la collaborazione sui semiconduttori, settore chiave per l’economia digitale, l’intelligenza artificiale, l’automotive e la difesa. La Corea del Sud è uno dei principali hub globali dei chip, mentre l’Italia guarda a questa partnership come a un tassello della strategia europea per rafforzare la propria autonomia tecnologica e ridurre le dipendenze esterne.
Accanto ai chip, un capitolo cruciale riguarda i minerali critici, materie prime indispensabili per la transizione energetica e per le tecnologie avanzate: dalle batterie all’elettronica, fino alle infrastrutture digitali. L’obiettivo condiviso è costruire filiere più resilienti, meno esposte a shock geopolitici e a concentrazioni produttive in poche aree del mondo.
L’intesa si inserisce in un contesto globale segnato da una crescente competizione sulle risorse strategiche e dal tentativo, soprattutto europeo, di mettere in sicurezza approvvigionamenti considerati vitali per la crescita industriale. Non solo cooperazione bilaterale, ma anche un segnale politico: l’Italia cerca partner affidabili in Asia per rafforzare la propria posizione nelle catene del valore ad alto contenuto tecnologico.
La visita a Seul – la prima di un premier italiano dopo molti anni – va letta proprio in questa chiave. Meno diplomazia simbolica, più politica industriale e tecnologica, con l’ambizione di agganciare l’Italia ai grandi snodi della nuova economia globale.





