Cronache USA
Iran: Trump detta dazi del 25% su chi commercia con Teheran
Di Giampiero Gramaglia
Mentre in Iran proseguono le manifestazioni anti-regime, originariamente innescate dal ‘caro vita’, e la repressione di esse nel sangue, il presidente Usa Donald Trump annuncia, con un post su Truth scritto come se avesse forza di legge, dazi addizionali del 25% nei confronti di tutti i Paesi che continuano a commerciare con l’Iran. I dazi – osserva il Washington Post – avranno come effetto prezzi più alti per i consumatori statunitensi sui prodotti importati da decine di Paesi, fra cui Cina, India, Russia, Turchia e Iraq. Molti Paesi europei, fra cui l’Italia, mantengono relazioni commerciali con l’Iran.
La situazione nella Repubblica degli Ayatollah, una teocrazia, resta incerta e confusa, in mancanza di notizie affidabili da fonti indipendenti e persistendo il blocco di internet. Il regime dice di avere l’insurrezione sotto controllo, ma informazioni e immagini che filtrano raccontano un’altra realtà. La Cnn titola: “Più cadaveri che sacchi per metterceli”; la Fox ha l’occhiello “il regno del terrore” e scrive: “L’Iran progetta esecuzioni di manifestanti, mentre Trump valuta bombardamenti in risposta alla repressione delle manifestazioni”. Fonti di Teheran dicono di essere contemporaneamente pronti “alla guerra o al dialogo” con Washington.
Venezuela: polemiche su attacco condotto con aereo ‘mascherato’
L’Iran non è l’unico fronte internazionale per gli Usa di Trump. Se Ucraina e Medio Oriente paiono in questi giorni ‘fuori dai radar’ dei media statunitensi, il Venezuela resta in prima pagina: non fa colpo la liberazione di detenuti, fra cui gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò, appena rientrati in Italia, ma la rivelazione che un attacco a una delle imbarcazioni di presunti narcotrafficanti affondate nei Caraibi nelle scorse settimane sarebbe stato condotto con un aereo militare ‘mascherato’ da aereo civile.
Il New York Times e il Washington Post ci aprono, ponendo il problema legale della liceità o meno di tale pratica, anche prendendo per buona la tesi dell’Amministrazione Trump di una guerra in atto contro il narco-traffico. Il WP ipotizza “una furberia” che viola la legge internazionale; il NYT parla di “un atto di perfidia”.
Federal Reserve: reazioni a procedimento anti-Powell
La decisione del Dipartimento della Giustizia di avviare, su istigazione di Trump, un’inchiesta contro il presidente della Federal reserve, la Fed, cioè la banca centrale degli Stati Uniti, suscita reazioni e preoccupazioni nel mondo politico, anche fra i repubblicani, ed economico-finanziario.
Il Wall Street Journal e Politico ci aprono. Il tema di fondo è la separazione dei poteri, cui Trump ha già dimostrato di essere poco sensibile. Powell è accusato di avere gonfiato i costi di ristrutturazione della sede della Fed e di avere mentito al Congresso su questo punto. In realtà, agli occhi di Trump, che pure lo scelse nel 2018, la sua colpa è di non avere abbassato il costo del denaro così in fretta come l’Amministrazione avrebbe voluto.
L’azione contro Powell appare l’ennesima ritorsione giudiziaria del magnate presidente contro qualcuno da lui percepito come nemico. Le decisioni della Fed sono basate su dati economici oggettivi, specie sull’andamento dell’inflazione, di cui si attendono aggiornamenti in queste ore.
Minneapolis: iniziative contro polizia anti-migranti
Dopo l’uccisione a Minneapolis di una donna ad opera di un agente della polizia anti-migranti, avvenuta la scorsa settimana, manifestazioni di protesta si sono svolte in centinaia di città e località e gli Stati del Minnesota e dell’Illinois, oltre che le città di Minneapolis / St.Paul e di Chicago, hanno avviato azioni legali per chiedere il ritiro della polizia anti-migranti, l’Ice, E’ anche partita una campagna per privare di fondi l’Ice, i cui metodi violerebbero i diritti civili e la Costituzione.
L’inchiesta sull’episodio di Minneapolis, di cui esistono numerosi video da angolazioni diverse, ma che dicono tutti la stessa cosa – l’atteggiamento della donna non aveva nulla di minaccioso e l’auto non è stata usata come arma -, va avanti.





