Ambiente

Milleproroghe, più tempo su energia, ambiente e bonifiche: cosa cambia davvero

07
Gennaio 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

Con l’entrata in vigore del Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, il cosiddetto Milleproroghe torna a intervenire sul calendario normativo, spostando in avanti una serie di scadenze che riguardano da vicino energia, ambiente e gestione del territorio, con l’obiettivo dichiarato di rendere più graduale l’applicazione di obblighi considerati complessi e difficili da rispettare nei tempi originariamente previsti. Il provvedimento, operativo dal giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, concentra una parte rilevante delle proroghe sulle materie di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a partire dalla possibilità per le Regioni di stabilizzare il personale non dirigenziale assunto dal MASE, che viene estesa fino al 31 dicembre 2026, una scelta che punta a garantire continuità amministrativa in una fase in cui le strutture pubbliche sono chiamate a gestire contemporaneamente transizione energetica, cambiamenti climatici e attuazione di norme sempre più articolate.

Sul fronte dell’energia, il decreto concede più tempo anche agli operatori che vendono energia termica per riscaldamento e raffreddamento a soggetti terzi: l’obbligo di aumentare la quota di energia rinnovabile scatterà dal 1° gennaio 2026, evitando un’applicazione immediata che avrebbe potuto creare difficoltà operative e costi improvvisi, soprattutto per le realtà meno strutturate. Un capitolo particolarmente sensibile riguarda le bonifiche ambientali e in particolare il sito di interesse nazionale di Taranto, per il quale viene prorogato fino al 31 dicembre 2026 il mandato del Commissario straordinario e della relativa struttura di supporto, accompagnato da uno stanziamento dedicato, a conferma della complessità di un percorso che intreccia ambiente, salute, occupazione e futuro industriale e che richiede tempi più lunghi rispetto alle scadenze inizialmente previste.

Il provvedimento interviene poi su un tema diventato centrale anche alla luce dell’aumento degli eventi climatici estremi, rinviando al 31 marzo 2026 l’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali per settori particolarmente esposti come pesca, acquacoltura, turismo e ristorazione, una scelta che tiene conto delle difficoltà di adeguamento soprattutto per le piccole imprese e che mira a evitare effetti distorsivi o blocchi operativi. Un’ulteriore proroga riguarda infine le procedure autorizzative per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili installati presso strutture turistiche o termali, il cui termine viene spostato al 31 dicembre 2026, con l’intento di favorire investimenti green senza rallentarli con vincoli temporali troppo stringenti in una fase di transizione ancora in corso.

Nel complesso, il Milleproroghe non introduce nuovi obblighi ma allunga i tempi di applicazione di quelli già previsti, confermando un approccio prudente che prova a bilanciare obiettivi ambientali ambiziosi, sostenibilità economica e capacità reale di attuazione, in un contesto in cui la transizione energetica resta una priorità ma deve fare i conti con la complessità dei territori e delle filiere produttive.

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