Politica
Il Parlamento riapre i battenti e inaugura il 2026 politico tra politica estera, industria e riforme
Di Beatrice Telesio di Toritto
Riprendono i lavori in Parlamento dopo la pausa natalizia e il 2026 politico si apre con un’agenda già carica di dossier che riportano al centro dell’attività di Camera e Senato i principali nodi della legislatura, in un intreccio continuo tra politica estera, questioni industriali e riforme istituzionali che promette di segnare i primi mesi dell’anno.
A Montecitorio il confronto riparte dal decreto sugli aiuti all’Ucraina, assegnato alle commissioni Esteri e Bilancio, un passaggio che riaccende un dibattito mai sopito all’interno del Parlamento sulla linea internazionale dell’Italia, sulla sostenibilità politica e finanziaria degli impegni assunti e sulle ricadute interne di una guerra che continua a influenzare equilibri geopolitici ed economici europei, con il ministro della Difesa Guido Crosetto atteso in Aula per riferire sui contenuti del provvedimento e sul quadro strategico di riferimento.
La ripartenza dei lavori parlamentari si intreccia inoltre con l’attesa per la conferenza stampa di inizio anno (che si svolgerà venerdì 9) della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, appuntamento che assume un valore politico rilevante perché chiamato a fare il punto sull’azione dell’esecutivo e a indicare le priorità dei prossimi mesi, dalla politica economica ai rapporti con l’Unione europea, passando per il ritmo e l’ampiezza delle riforme che la maggioranza intende portare avanti.
Sul fronte di Palazzo Madama, la ripresa coincide con l’attesa per il via libera definitivo al decreto sull’Ex Ilva, uno dei dossier industriali più complessi e simbolici della legislatura, che continua a concentrare tensioni politiche, sociali e territoriali per le sue implicazioni su occupazione, ambiente e futuro produttivo di Taranto e dell’intera filiera siderurgica nazionale. Accanto a questi temi, le commissioni parlamentari tornano operative su una serie di provvedimenti rimasti in sospeso prima della pausa natalizia, mentre prende forma il calendario dei lavori di gennaio che include anche i primi passaggi di confronto su questioni istituzionali come la legge elettorale e altre riforme destinate a riaccendere il dibattito politico nelle prossime settimane.
Nel complesso, la riapertura dei lavori restituisce l’immagine di un Parlamento chiamato a muoversi fin da subito su un crinale complesso, tra emergenze nazionali e scenari internazionali, con un’agenda compressa che rende l’inizio del 2026 un banco di prova significativo per governo e opposizioni e che anticipa mesi di confronto serrato su scelte destinate a incidere sugli equilibri politici e istituzionali del Paese.





