Politica

Berlusconi punta sull’Election Day

17
Novembre 2017
Di Redazione

Il nome di Silvio Berlusconi campeggia su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali di questa mattina. L'intervista di ieri sera a Porta a Porta ha catalizzato l'attenzione dell'opinione pubblica. Molte le suggestioni lanciate dal leader di Fi in vista delle politiche del 2018, che probabilmente si terranno in primavera. 

«Alle politiche io ci sarò» chiarisce subito l'ex cavaliere, precisando però che ancora non è chiaro con quale ruolo scenderà in campo. «Farò la punta se sarò candidabile, senno farò l’allenatore. Forza Italia avrà sia più seggi sia più voti».

Durante la registrazione della puntata, Berlusconi ha spiegato si sentirsi in colpa per non essere riuscito a conquistare il 51% del voto degli italiani, «Ma questa volta ci riuscirò» dice a proposito del prossimo voto nazionale. «Sono certissimo che il centrodestra potrà governare anche con il 40% dei voti. Questo sistema elettorale consente di creare una maggioranza anche con il 40% dei consensi» spiega l'ex premier parlando delle sue aspettative.

In merito ai collegi, l'ex premier si mostra risoluto: "Si farà un assegnazione percentuale uguale a quello che i sondaggi dichiarano delle forze in campo. Credo che l'unico modo corretto sia prendere i sondaggi di 3-4 case e vedere le percentuali. Altra cosa è il fatto di decidere se quel collegio va alla Lega a Fi o a Fdi. Ho proposto di considerare il miglior candidato possibile. Ogni volta, per ogni collegio, si deciderà quale sarà il migliore, Spero prima delle elezioni di presentare la squadra di governo con cui vinceremo con una forte maggioranza".

In tema di alleanze, poi, Silvio Berlusconi è intervenuto per chiarire le sue posizioni sui nomi candidati e candidabili dalla Lega Nord. «Non ho alcuna preoccupazione su un accordo in coalizione. Non siamo concorrenti ma alleati» dice, prendendo atto del modo di agire del segretario della Lega, Matteo Salvini, «è un personaggio che nella comunicazione certe volte è troppo prorompente» precisa spiegando di essere da tempo amico di Umberto Bossi, seppur deluso dall'inizio del loro rapporto «perché lui aveva creduto a Scalfaro. Credo che la Lega, se Bossi vorrà candidarsi, non potrà fare a meno di candidarlo».

Infine, dopo aver recitato a Bruno Vespa il suo motto di mussoliniana memoria “credere obbedire combattere”, lancia la sua proposta: “Se dovessi decidere da solo indipendentemente dal mio tornaconto sceglierei per l'election day. Ma la decisione spetterà alla saggezza del Capo dello Stato. Ci sono motivi oggettivi per spostare in avanti la data delle elezioni per la concomitanza di Politiche, regionali, e comunali. Il fatto di non fare tutto nella stessa giornata comporterebbe 500 milioni di spese in più".