Cultura / Walking in the Bubble

Nuovo Museo Nazionale Romano, Tutto Pasolini, fiabe al Teatro Argentina, Lazio e food

30
Dicembre 2022
Di Gianfranco Ferroni

È un’autentica rivoluzione quella in agenda al Museo Nazionale Romano: il progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana”, finanziato dal Programma Nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr, permetterà la realizzazione nei prossimi anni di un articolato programma di lavori nelle quattro sedi del Mnr per completare il restauro degli edifici storici di sua competenza, rispondere alle emergenze legate all’invecchiamento degli impianti e aprire nuovi monumentali spazi espositivi. Il risultato sarà l’ampliamento e la riorganizzazione del percorso museale in tutte e quattro le sedi, con la restituzione al pubblico di molte opere finora invisibili. Si racconterà la storia di Roma, dalle origini all’epoca contemporanea, anche attraverso i risultati più recenti dell’archeologia, privilegiando una visione innovativa, che renda il percorso accessibile a tutti i tipi di pubblico. Il Museo Nazionale Romano, insieme al Parco Archeologico dell’Appia Antica, è tra i 14 «grandi attrattori culturali» scelti dal Mic e interessati da interventi strategici per il rilancio della cultura e del turismo in Italia. Il museo ha ottenuto uno stanziamento di 71 milioni di euro, che si aggiunge ad altri finanziamenti pregressi, per un totale di circa 100 milioni complessivi. Il programma interessa le quattro sedi delle Terme di Diocleziano, di Palazzo Massimo, di Palazzo Altemps e della Crypta Balbi, tutte al centro di un progetto di restauro e riallestimento che, conformemente al cronoprogramma del Pnrr, durerà quattro anni. Durante il completamento dei lavori, che comporterà parziali chiusure nelle quattro sedi del museo, si alterneranno presentazioni tematiche temporanee per mostrare opere poco note o mai viste, pezzi finora relegati nei depositi e manufatti restaurati recentemente. Tra le diverse sedi, Palazzo Altemps rimarrà il luogo del collezionismo, incentrato sulla collezione Boncompagni Ludovisi, che farà da filo conduttore alla visita. Ma il nuovo percorso, più didattico, farà capire i tanti modi in cui, dall’antichità all’epoca rinascimentale e moderna, la scultura greca era reinterpretata e trasformata, a seconda dei vari contesti sociali e intellettuali in cui era utilizzata. Il nuovo percorso inizierà, al piano terra, con una presentazione sintetica della lunga storia del Palazzo e delle famiglie che l’hanno creato e trasformato. La sezione successiva mostrerà in modo concreto cos’era una collezione di scultura nella Roma nel Seicento: attraverso la collezione Boncompagni Ludovisi si racconterà come venivano scelte le opere, come venivano restaurate, come venivano realizzate creazioni originali a partire da frammenti, pastiches, o create delle versioni moderne di opere antiche. Si illustreranno poi i diversi usi della scultura greca in età imperiale. Nei nuovi spazi intorno alla sala del Gioiello si succederanno gli originali greci, come il Trono Ludovisi, le copie romane di opere di Mirone, Policleto e Fidia, anche trasferite da Palazzo Massimo e dalle Terme di Diocleziano, e le creazioni romane elaborate a partire da modelli greci, come le Erme Ludovisi. Il primo piano accoglierà le rielaborazioni romane delle opere dei grandi maestri come Prassitele e Lisippo, per mostrare quanto è labile il confine tra originali greci e copie romane e, infine, i rapporti tra scultura greca e romana in epoca ellenistica, con un contesto eccezionale e poco conosciuto quale il gruppo di sculture da giardino di Fianello Sabino di fine II – inizi I sec. a.C., che costituisce la più antica collezione di sculture greche conservata nella zona di Roma.

Per il progetto espositivo “Pier Paolo Pasolini. Tutto è santo”, coordinato e condiviso da Azienda Speciale Palaexpo di Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica e Maxxi Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ecco le celebrazioni, nelle rispettive sedi museali, della figura del regista, scrittore e artista. Nel Palazzo delle Esposizioni è visitabile fino al 26 febbraio 2023 “Pier Paolo Pasolini. Tutto è santo. Il corpo poetico”, a cura di Giuseppe Garrera, Cesare Pietroiusti, Clara Tosi Pamphili e Olivier Saillard co-curatore per la sezione dedicata ai costumi. Un’accurata selezione di oltre 700 pezzi che vanno a comporre un ritratto “corporeo” e inedito del grande intellettuale italiano. Al centro del percorso espositivo, lo spazio circolare della Rotonda di Palazzo delle Esposizioni è trasformato in una grande sala-lettura in cui sono presenti numerose edizioni di libri su e di Pasolini liberamente fruibili dal pubblico. Collegata è anche la mostra in corso al Macro dal titolo “Pier Paolo Pasolini ed Ezra Pound. A Pact”, a cura di Giuseppe Garrera. Il percorso espositivo ripercorre l’incontro televisivo tra Pasolini e Pound avvenuto nel 1967 come punto di arrivo di un percorso di odio, ripensamento e ricongiungimento. Una selezione di documenti storici, articoli di giornali e libri contestualizza l’evoluzione del rapporto tra i due ripercorrendo una storia di devozioni, dubbi, perplessità, considerazioni sul ruolo della poesia. A Palazzo Barberini si può visitare “Pier Paolo Pasolini. Tutto è santo. Il corpo veggente”, mostra a cura di Michele Di Monte che esplora il ruolo determinante dell’ispirazione della tradizione artistica nel cinema e nell’immaginario figurativo pasoliniano. Il percorso espositivo, concepito come un “montaggio”, illustra il potere di sopravvivenza delle immagini trasfigurate dall’obiettivo poetico di Pasolini. Al Maxxi, ora guidato da Alessandro Giuli, ecco “Pier Paolo Pasolini. Tutto è santo. Il corpo politico” a cura di Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Giulia Ferracci. In questa esposizione la chiave di lettura dell’opera pasoliniana è restituita attraverso le voci di artisti contemporanei le cui opere evocano l’impegno politico dell’autore e l’analisi dei contenuti sociali ispirati alle sue opere.

Nella sala Squarzina del Teatro Argentina, a Roma, fino al 6 gennaio la Piccola Compagnia del Piero Gabrielli rinnova l’appuntamento con “Storie di Natale”, per perdersi tra pagine incantate, ascoltare e raccontare storie e canzoni tenute insieme dallo spirito delle festività natalizie. Le letture drammatizzate dalla regia e l’adattamento di Roberto Gandini, prenderanno vita per la gioia dei più piccoli che, insieme al pubblico dei più grandi, potranno lasciarsi rapire da un universo magico di fiabe, esaltate dalle musiche di Roberto Gori ed eseguite dal vivo da Flavio Cangialosi. Tessere di un suggestivo mosaico di brani che raccoglie le più belle pagine di Gianni Rodari, poeta della fantasia oltre le parole, tra cui le favole “L’aeroplano di Capodanno”, “Voglio fare un regalo alla Befana”, “Il Mago di Natale”, “Allarme nel presepio” e tante altre, a cui si accordano novità come il testo inedito di Bernard Friot intitolato “Babbonatale.com” e il racconto di Andrea Valente “Una strana lettera a Babbo Natale”, oltre all’improvvisazione di alcune storie insieme al pubblico per scoprirne altre, ogni giorno diverse, seguendo il canone rodariano della “Grammatica della Fantasia”. Parole e immagini, legate assieme da una trama giocosa di visioni, suoni, ricordi ed emozioni, si trasferiscono dalla pagina scritta alla scena teatrale attraverso l’interpretazione di un quintetto di attrici e attori, ovvero Francesca Astrei, Teresa Campus, Gabriele Ortenzi, Fabio Piperno e Danilo Turnaturi, che coinvolgono spettatori di ogni età con ironia e fantasia, dando voce a un caleidoscopio di storie e personaggi raccontati e riscoperti da maestri e scrittori dell’immaginazione.

Online sui canali Spotify e Spreaker di Gambero Rosso “The best in Lazio food experience, un tour tra le province”. Si tratta di una serie podcast nata in collaborazione tra Gambero Rosso e Regione Lazio con il desiderio di raccontare, attraverso le testimonianze dei produttori, le eccellenze gastronomiche del territorio. “L’idea e l’intuizione di dedicare, come prima regione d’Italia, una delega legata alla cultura del cibo e quindi darsi un compito come giunta era e continua a essere il percorso su cui continuare a scommettere per la Regione Lazio e per Roma. Il momento è molto florido per il nostro Paese, siamo in una fase di ripartenza dopo il momento pandemico in cui tutta la filiera, a partire da quella primaria, che ha garantito sempre l’accesso al cibo come anche alla salute, è un esempio di best practice e di dimostrazione di saper essere e saper fare. La delega della cultura del cibo è stata per me un’occasione davvero importante, perché ha contribuito a stringere connubi con altri assessorati, stakeholders, partner compositori della cultura del cibo dall’agricoltura all’agro artigianato e alla ristorazione. Porre attenzione alla qualità ma anche alla prossimità, alla riconducibilità del prodotto al territorio, è una consapevolezza necessaria che abbiamo approfondito durante la pandemia, conoscendo ancor di più il nostro prezioso patrimonio e diventando primi divulgatori dei nostri prodotti”, afferma l’assessore ad Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità della Regione Lazio, Enrica Onorati. Il Lazio con una conformazione geografica che varia dalla costa tirrenica ai boscosi Appennini, territori densi di storia, vanta circa 350 prodotti agroalimentari tradizionali.  Un luogo da attraversare e da vivere. “La serie podcast ‘The best in Lazio food experience, un tour tra le province’ è un percorso per scoprire la regione e le sue province attraverso alcune delle sue eccellenze enogastronomiche. Un viaggio nel gusto dove conosceremo non solo la storia e le origini dei prodotti che rendono unico il Lazio ma anche le storie di chi riesce a valorizzare ogni giorno la propria terra. Sono state scelte 10 realtà, esemplari nelle loro produzioni in primis ma anche nell’apporto positivo che creano grazie al lavoro di valorizzazione dei luoghi in cui operano attraverso il rispetto dell’ambiente e l’applicazione di modelli di economia circolare creando un circolo virtuoso di guadagno e impegno anche per le aziende limitrofe. Un itinerario che spazia tra parchi nazionali, i monti della Laga e i monti Sibillini, la valle del Velino, la provincia di Frosinone, la valle del Tevere. Scopriremo attraverso le voci dei produttori il legame indissolubile tra prodotto e territorio e come nascono i prodotti artigianali di qualità”, sottolinea Paolo Cuccia, presidente del Gambero Rosso.