Top News

Recensioni farlocche, arriva la legge

08
Aprile 2026
Di Giuliana Mastri

Bastava un profilo anonimo, qualche clic e una manciata di euro per far sprofondare un ristorante nelle classifiche di TripAdvisor o trascinare un hotel verso la damnatio memoriae digitale. Eppure, per anni, l’Italia ha guardato al fenomeno delle recensioni false senza riuscire a trovare un antidoto efficace. Dal 7 aprile 2026 è entrata in vigore la Legge annuale sulle PMI (n. 34/2026), che per la prima volta introduce una disciplina specifica contro le false recensioni online. Una svolta attesa, almeno sulla carta.

Le cifre raccontano meglio di qualunque argomento politico l’urgenza del problema. Secondo il Codacons, circa il 77% dei consumatori italiani legge le recensioni online prima di acquistare un prodotto o un servizio. Nella ristorazione, i giudizi digitali influenzano il 70% delle scelte, mentre nell’hotellerie l’82% delle prenotazioni è condizionato dai commenti degli ospiti. Un ecosistema da miliardi di euro in cui la manipolazione prospera indisturbata — fino a ieri.

Cosa cambia concretamente
La legge introduce una finestra temporale di 30 giorni: una recensione è considerata lecita solo se pubblicata entro trenta giorni dalla data in cui l’utente ha effettivamente usufruito del servizio. Le recensioni avranno inoltre una “data di scadenza”: decorsi due anni dalla pubblicazione, non saranno più considerate lecite e il legale rappresentante della struttura potrà chiederne la rimozione.

Vietate anche le recensioni condizionate da promesse di sconti, benefici o altre utilità: il meccanismo del “ti faccio uno sconto se mi lasci una bella recensione” entra in un’area molto più rischiosa e difficilmente difendibile. A vigilare sull’applicazione della legge saranno l’Antitrust — che definirà le sanzioni — e l’Agcom, chiamata invece a elaborare un codice di condotta per le piattaforme.

I nodi che restano da sciogliere
La norma, tuttavia, non convince del tutto gli esperti. Il principale punto di attrito riguarda l’obbligo di esibire documentazione fiscale per avvalorare una recensione. Paradossalmente, la norma potrebbe favorire i “falsari”: le agenzie specializzate nella manipolazione potrebbero facilmente iniziare a vendere recensioni false corredate da ricevute fiscali artefatte.

C’è poi il problema della giurisdizione. Le recensioni vengono pubblicate quasi sempre su piattaforme globali, che accettano come legge applicabile quella del paese di origine. La nuova legge è italiana e, semplicemente, all’estero non si applica.

Rimane aperto anche il rischio di un abuso del nuovo potere di segnalazione da parte dei gestori, con il pericolo di epurare le proprie vetrine digitali da tutte le opinioni non gradite, e non solo da quelle illecite.

Un passo avanti, ma non il traguardo
L’efficacia della nuova normativa si misurerà solo dopo la pubblicazione delle linee guida applicative dell’Antitrust, per cui non si prospettano tempi rapidi. Le disposizioni, inoltre, non si applicano alle recensioni già pubblicate alla data del 7 aprile 2026.

Articoli Correlati