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INPS e la forza dei valori per ridisegnare il welfare del futuro

06
Febbraio 2026
Di Gianluca Lambiase

Dietro ogni pratica ci sono storie, persone e scelte che incidono in modo diretto sulla vita quotidiana degli italiani, ed è da questa consapevolezza che ha preso forma la Conferenza nazionale della Dirigenza INPS “La Forza dei Valori”, ospitata a Roma nella Sala Calipari del Polo Ballarin e pensata come momento di riflessione strategica sul futuro del welfare pubblico.

Con oltre quattrocento dirigenti riuniti insieme ai vertici istituzionali, l’evento ha messo al centro il ruolo dell’INPS come infrastruttura silenziosa ma decisiva del sistema Paese, chiamata a coniugare dimensione sociale, innovazione tecnologica e responsabilità pubblica in una fase di trasformazioni profonde.

Il messaggio di apertura del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito la missione dell’Istituto come colonna portante della protezione sociale e braccio operativo dello Stato sul territorio, sottolineando il peso delle responsabilità che ricadono sulla dirigenza nel rendere l’INPS il volto di uno Stato affidabile e vicino alle persone nei momenti più delicati della vita.

Una linea che si è intrecciata con l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, che ha indicato integrità, equità, centralità della persona e innovazione come bussola dell’azione amministrativa, ricordando come «il lavoro quotidiano dell’Istituto debba far sentire i cittadini ascoltati, accompagnati e tutelati da uno Stato che non è lontano, ma prossimo ai bisogni».

In questo quadro, la trasformazione digitale emerge non come fine ma come strumento per rendere il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione più semplice ed empatico, come ha evidenziato il Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, sottolineando che «digitalizzare senza semplificare significherebbe sommare burocrazia a burocrazia» e che l’intelligenza artificiale è ormai un passaggio strutturale, da governare con consapevolezza.

A delineare la visione strategica dell’Istituto è stato il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, che ha parlato di un vero punto di svolta: l’INPS 4.0. Un modello che supera la logica della mera erogazione delle prestazioni per abbracciare il concetto di welfare generativo. «L’INPS – ha spiegato – non può limitarsi a dare risposte amministrative, ma deve creare condizioni che aiutino le persone a ripartire».

La governance digitale rappresenta l’asse portante di questa trasformazione: non un fine in sé, ma uno strumento per ridurre errori, orientare l’utente e liberare tempo agli operatori. «Restituire tempo – ha sottolineato Fava – significa restituire equità».

I numeri confermano la portata del cambiamento: oltre 4,5 milioni di download della nuova App INPS e più di 270 milioni di accessi. A questi si aggiungeranno nuovi portali dedicati alla famiglia, alla genitorialità e alle imprese, con un linguaggio sempre più accessibile anche alle giovani generazioni. «Innoviamo – ha concluso – non per apparire moderni, ma per essere più giusti».

Il Direttore Generale dell’INPS, Valeria Vittimberga, ha riportato il dibattito alla dimensione etica e costituzionale dell’azione pubblica. «Siamo servitori dello Stato – ha ricordato – e la nostra bussola è la Costituzione». Gestire risorse, ha spiegato, è solo uno strumento rispetto al fine ultimo: servire la comunità nazionale.

Vittimberga ha insistito sulla presenza territoriale dell’Istituto, anche nelle aree interne e nelle sedi più piccole, come segno tangibile di uno Stato che non arretra. «L’integrità – ha avvertito – vive negli atti, nei tempi e nelle priorità. Un’istituzione che perde credibilità rischia di essere ignorata, ed è un pericolo ancora più insidioso del conflitto».

Dagli interventi è emersa anche una riflessione più ampia sul ruolo proattivo dell’INPS, chiamato a intercettare bisogni differenziati per età, territorio e condizioni sociali, a partire dai giovani, attraverso nuovi linguaggi e canali digitali che affiancano la presenza fisica sul territorio. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale diventa un alleato da governare con responsabilità, non per sostituire il lavoro umano ma per semplificare processi, certificare dati e offrire risposte personalizzate, liberando risorse da dedicare all’ascolto e alla consulenza, in linea con una visione umano-centrica dell’innovazione.

La Conferenza restituisce così l’immagine di un Istituto che, nel mezzo delle grandi transizioni demografiche, digitali e del lavoro, prova a ridefinire il proprio ruolo come infrastruttura di fiducia del Paese, capace di tenere insieme sostenibilità, inclusione e qualità dei servizi, partendo dai valori per arrivare alla capacità concreta di stare sul territorio e accompagnare cittadini e imprese nel cambiamento.

Riprese e montaggio di Simone Zivillica